L’oscuro signore del secolo

di Francesco Musumeci, citando nel titolo J. Taubenberger –

La nostra piccola storia inizia nel 1918 “anno della Spagnola” e dall’illusione che quella fosse una battaglia vinta, invece proprio il Prof. J. Taubenberger (isolatore e sequenziatore del genoma della spagnola) riconosce una continuità  tra il virus H1N1 del 1918 e le trasformazioni genetiche e patogenetiche di quel virus in continuità con gli eventi pandemici successivi.

Infatti negli
ultimi venti anni le modifiche dei patogeni influenzali sono aumentate, i
serbatoi costituiti dagli impianti zootecnici e avicoli nelle condizioni di
iperproduzione che tutti conosciamo hanno costituito una nursej per eventi
mutazionali e ricombinanti ove ceppi e sottotipi hanno trovato un ottimo brodo
di coltura culla delle nuove pandemie.

Dopo il 1918 , altra data cardine è il 1997, a Hong Kong nel mese di maggio viene ricoverato un bimbi di tre anni, con influenza e in pochi giorni muore per polmonite virale; solo dopo mesi si riesce a tipizzare il virus H5N1, lo stesso che aveva distrutto gli allevamenti di pollo e mai infettato gli uomini era avvenuta la cosa più temuta dai virologi  “il salto di specie” sconvolgendo tutte le teorie più  accreditate. In effetti l’orthomyxovirus (A/H1N1) padre delle varianti influenzali, modificatosi gene/antigenicamente era passato dalla specie aviaria (serbatoi di tutti i virus influenzali all’epoca) ai mammiferi in specie maiali e uomini.

Ma cosa è questo
nostro ospite? Un organismo vivente semplice non autosufficiente (a differenza
dei batteri) segmenti di biomolecole (rna/dna) circondate da unita in gran
parte proteiche.

Essi hanno
bisogno di essere viventi per replicarsi , copiano informazioni contenute nel
DNA dell’ospite e utilizzano la membrana della cellula ospite per costruirsi un
rivestimento lipidico ove albergano le proprie proteine emoagglutinina (HA) e
neuraminidasi (NA).

Con un meccanismo
abbastanza complesso ma estremamente funzionale arrivano nei casi più gravi a
produrre una cascata di citochine e chemochine (molecole infiammatorie
responder) alla base delle reazioni polmonari più gravi e letali.

In verità il
virus ci inganna, risponde alle nostre difese mutando e ricombinandosi propri
geni utilizzando gli animali di transizione come veri e propri laboratori.

Cosi l’H1N1, comparso all’improvviso ( nascita ancora sconosciuta) passa attraverso i maiali ove apre il proprio laboratorio di modificazione, con fasi minori (DRIFT) epidemie stagionali e fasi aggressive (SHIFT) con scambi genici aviari, pandemia.

Il maiale quindi rappresenta il locus ove virus aviari e umani si ricombinano, vedi nel 1957 lo scoppio dell’aviaria HL2N2, nel 1968 (lieve fortunosamente) l’ HL3N2.

Questo il meccanismo evolutivo.

Nel 1977 abbiamo
la ricomparsa del H1N1 che affianca l’HL3N2 una regressione? 

Forse sfuggito da un laboratorio? Domande ancora senza risposta, colpì solo pochi giovani senza memoria immunologica.

Ricordo sempre che questa breve storia è semplificata per rendere tutti noi edotti di un qualcosa che non sta avvenendo all’improvviso!

In particolare gli studiosi accantonano questa duplice presenza ( in virologia si esclude la presenza contemporanea) e puntano l’attenzione sul H5N1, l’arrivo di un virus aviario sconosciuto al nostro sistema immunitario e mirante ai giovani con produzione di citochine e chenochine provocante una polmonite massiva effetto del “salto” tanto temuto e ancora più grave virus puro non ricombinante!!!!! Senza al momento una forte contagiosità ma trasmissibile uomo/uomo.

Un campanello sottovalutato ricordate? “La bufala aviaria” !!!!

Ritorniamo al nostro tema centrale, dietrologie, complotti vaccini si/no, ma, mai (se non poche isolate voci ) sul dato fondamentale di un sistema di sfruttamento creato dall’uomo, una produzione sfrenata e mirante solo al profitto che ha prodotto una pressione sui nostri virus all’evoluzione e alla ricerca di opportunità di adattamento, mutandosi e trasformandosi in ceppi altamente patogeni (HPAI).

Segnali li abbiamo proprio in Italia dove nel 1999 (sottofattore dell HP_H7N1), furono colpiti milioni di volatili, o in Corea nel 2003 ove si tratto proprio del H5N1, a seguire in Indonesia, Giappone, Russia e Cina , sempre fortunatamente a bassa patogenicità.

Ma il profitto
detta legge e si chiude uno se non due occhi.

In questi anni il virus ha continuato a circolare ( sfido un virologo a dire che non è vero ) passando per oche, tacchini etc etc.

Perfino le tigri
ove ha svolto, svolge, un azione simile al laboratorio maiale, trasformando il
proprio Genoma e virando verso una forma complice/attiva per l’uomo, tanto è
che tra il 2003 e il 2006 vi furono le prime avvisaglie di polmoniti mortali in
Vietnam ove risultava chiaro che il virus non agiva più in maniera selettiva
tra gli ospiti rompendo le regole di nostra conoscenza.

Ricordiamo come
alle “cassandre” alla  Trump
veniva detto “allarmisti catastrofisti”, lo scrivo perché  è giusto non dimenticare perché proprio i
tanti che oggi ciarlano erano in prima fila, come sempre.

Mentre tuttocio’
accadeva, in Cina nel 2005 vi fu un altra grave moria di uccelli e cosa più
allarmante nei ceppi isolati si riscontro la presenza di una specifica
mutazione che rendeva alta la virulenza e la trasmissibilità.

Negli ultimi  15 anni l ‘H5N1 ha continuato a trasformarsi
e silenziosamente ad uccidere (anche uomini), le cosi dette piccole epidemie
aviarie zonali il tutto attraverso una polmonite emorragica scatenata dalla
tempesta di citochine prodotte dall’incontro virale!!

Tutti questi dati, messi insieme, collegati, ci portano a pensare che con la stabilizzazione dell’H5N1 tra uccelli, maiali, oramai altri animali con la possibilità reale del “salto”, la zona di partenza della pandemia siano tutti segnali di una nuova forma evolutiva in modificazione.

Tutto questo pone alcune domande, l’uso di un vaccino sperimentale che significato può avere in un virus che a nostra scienza e in trasformazione evolutiva genetica e antigenetica?

Perché ci siamo fatti cogliere impreparati se quanto scritto è certamente a conoscenza delle élite scientifiche e del OMS? Perché non si è fatta prevenzione? I laboratori del virus li si conosceva, come anche le epidemie zonali: perché il silenzio?

Tante troppe domande mi si affollano in testa, credo però che queste brevissima storia senza grandi paroloni sia utile per tutti noi, cosi per non ascoltare di qualcosa che ci è capitato per caso e che non era conosciuto, si sapeva si studiava, si sperimentava mah!

(reviu’ della letteratura)