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La trombosi del capitalismo delle reti

di Roberto
Rosso

L’economia mondo è regolata dal flusso delle informazioni, alimentata dai flussi di energia e materie prime, dalla regolarità dei flussi delle merci. La rete digitale veicola i movimenti della moneta in tutte le sue forme, degli scambi di un sistema complesso di prodotti e servizi finanziari. La rivoluzione nel flusso delle merci è avvenuta con l’introduzione dei container che ha permesso la standardizzazione di tutte tutti i segmenti e le filiere della logistica. La regolazione dei flussi, ha spostato la logica del ‘just in time’ dall’organizzazione dei singoli poli produttivi alla rete complessiva; la mobilità e la valorizzazione dei fattori produttivi, con la riduzione al minimo delle ridondanze e dei ‘polmoni’, sono un elemento fondamentale delle strategie economiche e aziendali.

La pandemia ha provocato prima il blocco delle attività economiche, poi con l’intervento dei vaccini c’ è stata la ripresa delle attività produttive, commerciali e dei consumi. Si è modificata anche la struttura dei consumi con la crescita degli acquisti online. L’andamento dei blocchi e delle riprese non è stato sincronizzato a livello mondiale, subendo le variazioni derivanti dalle politiche sanitarie e dalle strategie di chiusura dei singoli stati oltre che dalle differenti formazioni economiche e sociali.

Il primo segnale è stata la carenza di microchip il cui uso pervade tutte le filiere produttive, e la cui produzione è stata ridotta drasticamente mentre cresceva la domanda di computer portatili, console da gioco e cellulari nei periodi di lockdown. Al momento della ripresa la produzione non ha potuto seguire la domanda ed ha avuto forti effetti sulla produzione di auto. Il periodo di scarsità può durare a lungo1, più del previsto. La brusca ripresa ha dato il colpo di grazia ad un mercato che si stava evolvendo in modo squilibrato tra domanda ed  offerta2 compresa al decisione del governo degli Stati Uniti di vietare la vendita di semiconduttori ed altre tecnologie a Huawei. Già a febbraio del 2020 il sito Semiconductor Engineering evidenziava il rischio di carenza di semiconduttori, in particolare riferito a quelli da 200 mm3. La misura è riferita al diametro dei wafer circolari dai quali vengono ricavati i singoli chips, più i wafer sono grandi più costano e spesso vengono usati per dispositivi tecnologicamente più avanzati.

Il ciclo complessivo ha perso il suo ritmo, dalla produzione alla circolazione al consumo, sono saltate tutte le proporzioni, con i blocchi lungo le catene logistiche, la carenza di prodotti ed il rialzo dell’inflazione ben oltre le soglie di controllo delle banche centrali.

Sul piano delle materie prime e della produzione energetica pesano anche le politiche che gli stati stanno mettendo in atto per raggiungere gli obiettivi della decarbonizzazione entro il 2030, la cosa colpisce soprattutto la Cina4. L’orizzonte di una crisi climatica catastrofica dovuta all’accelerazione del riscaldamento globale, l’infittirsi di crisi locali e di fenomeni estremi, costituisce contesto e motore dello sviluppo di ogni contraddizione del modello di sviluppo.

Il sogno della società capitalistica, dell’autoregolazione dei mercati, del raggiungimento dell’equilibrio entro una crescita continua ha mostrato per l’ennesima volta tutte le sue contraddizioni; questa volta, a differenza dell’ultima crisi del 2008-2011, la contraddizione nella dimensione finanziaria -che pure è immanente all’economia mondo  con lo sviluppo ipertrofico dei mercati finanziari e del debito sia pubblico che privato come motore della crescita economica, e della diffusione delle diseguaglianze- non è stata all’origine della crisi; è lo ‘stop and go’, pure diversificato tra  le varie regioni del globo,  provocato dalla pandemia a far saltare tutti i dispositivi di regolazione del ciclo, dei flussi della moneta. Riepilogando analisi condivise da tempo, lo sviluppo possibile di pandemie tipo Covid-19 è immanente al rapporto di capitale, come conseguenza della devastazione degli ecosistemi a cui si può aggiungere la manipolazione sempre più sofisticata delle forme di vita ad ogni livello.

Il capitalismo delle reti sconvolge sempre di più le reti di cui si compongono i sistemi ecologici; ‘addomesticare’ la natura è stato il fondamento dello sviluppo delle società umane, il processo di antropizzazione ha superato la soglia oltre la quale gran parte dei sistemi ecologici e gli equilibri climatici non è più in grado di riprodursi divergendo radicalmente dalle loro traiettorie precedenti. Il processo di riproduzione capitalistico incorpora i processi vitali, a tutti i livelli; mentre si sviluppano le tecniche di manipolazione genetica procede l’accaparramento delle terre fertili il ‘land grabbing’. L’approvvigionamento, I flussi di materie prime alimentari debbono essere programmati con largo anticipo, almeno da parte dei paesi che hanno il potere, le risorse per farlo, correlati con l’incremento demografico, il degrado dei sistemi ecologici, la riduzione delle terre fertili, i modelli alimentari delle popolazioni. Per espandere la coltivazione della soia per la produzione di mangimi – quindi per sostenere l’alimentazione a base di carne- si sta distruggendo la foresta amazzonica, come da decenni si fa con la realizzazione di monoculture. Gli allevamenti intensivi sono dall’altro lato della catena, nel mondo vengono allevati in ogni momento 20 miliardi di polli e 700 milioni di maiali5 che costituiscono il terreno di coltura per nuove forme virali6 rispetto alle quali si apre il dibattito sulla pericolosità di possibili future varianti7.

La pandemia che ha dato uno scossone formidabile a tutta la gran macchina della formazione sociale capitalistica, a sua volta ha creato una connessione questa volta dal mondo della vita alla formazione sociale, progredendo nelle sue mutazioni, quelle del virus sars-CoV-2, ha costruito la sua rete di diffusione attraverso tutte le tipologie possibili di relazioni interpersonali e sociali, affrontando le diverse strategie di contenimento messe in atto.

L’aspetto simbolicamente e concretamente più rappresentativo della trombosi che ha colpito il sistema economico globale è l’ingolfarsi delle navi portacontainers nei porti -in particolare nel porto di Los Angeles, principale porto degli Stati Uniti8, porta d’ingresso dei flusso di merci provenienti dall’Asia e dalla Cina- e la crescita verticale del costo dei noli9. Il costo dei noli si riverbera ovviamente sul costo di tutte le merci, aggiungendosi alle singole spinte inflazionistiche dovute alla scarsità relativa che si è determinata.

La pandemia ha sconvolto il cuore della riproduzione della formazione sociale, la geografia del lavoro, dei lavori con enormi differenze in base ai profili professionali, alla precarietà preesistente del posto di lavoro; ai poli opposti stanno tutte quelle funzioni che permettevano di proseguire l’attività lavorativa con il telelavoro, dall’altra i lavoratori precari delle periferie delle megalopoli, e non solo, che hanno dato vita in India ad un esodo biblico dalle grandi città per sfuggire al contagio tornando ai villaggi di origine dopo aver perso il posto di lavoro, mentre altrove sono stati costretti a continuare le proprie attività su strada, esposti al contagio, per sopravvivere. Le conseguenze sono di più lungo periodo, anche con un ritorno ad una attività normale grazie ai vaccini; è il fenomeno del cosiddetto Great Resignation ( Grandi dimissioni) o Great Quit10 Il fenomeno riguarda soprattutto gli Stati Uniti, con una tendenza ad una mobilità record dei lavoratori, Quasi il 3% di tutta la forza lavoro americana – 4,3 milioni di persone – ha lasciato il proprio impiego nel solo mese di agosto. Sommando anche luglio si arriva a 8,3 milioni. Forte mobilità anche nel Regno Unito dove i posti di lavoro disponibili hanno raggiunto il livello record di 1,1 milioni tra luglio e settembre, analogamente in Germania è aumentata la difficoltà a coprire l’offerta di posti di lavoro. La pandemia ha dato uno scossone al mercato del lavoro, in termini di condizioni del lavoro e livelli salariali11. Negli Usa la ‘Great Resignation’ è stata preceduta da un lungo periodo, misurabile in decenni, di stagnazione dei livelli salariali, dove nei livelli più bassi non tenevano il passo dell’inflazione con i lavori precari in crescita. Nel mese di ottobre sono in crescita i conflitti sindacali. Negli Stati Uniti c’è lo specifico del lavoro femminile, del mancato ritorno al lavoro delle donne12, dove si intravede una relazione con la carenza di servizi familiari e la tipologia dei lavori in cui sono impiegate. Crescono i fenomeni di burnout sia negli uomini che nelle donne, maggiormente nelle donne

Nello sconvolgimento globale n America Latina e Centrale 26 milioni di persone hanno perso il posto di lavoro lo scorso anno secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, la maggior parte di quelli che hanno ripreso l’attività lavorativa l’hanno fatto nel settore informale, con salari più bassi e maggiori condizioni di precarietà, andando ad aggravare le diseguaglianze sociali. Si evidenzia quindi un effetto opposto sulle economie del centro e della periferia del mondo.

Sul panorama globale vola alto come un avvoltoio il dibattito sull’inflazione, che ha superato i livelli di guardia fissati dalle banche centrali, nell’attesa che quest’ultime si decidano ad intervenire calando sulla scena economica con il rialzo dei tassi13.

 Si parla di un cambiamento di contesto e prospettive. “Nonostante i principi teorici siano chiari, sia Fed che Bce fronteggiano oggi un dilemma ancora più complesso. Lo spartito degli ultimi due anni è stato infatti di natura opposta: cercare di far ripartire l’inflazione per compensare il lungo periodo di stagnazione e deflazione (o bassa inflazione) seguito alla crisi finanziaria del 2008-2009.  (…) Lo shock energetico attuale, però, sta facendo rapidamente cambiare il quadro. La sfida di Fed e Bce è cambiata ed è diventata quella di passare improvvisamente da uno spartito in cui si era accomodanti con una ripresa dell’inflazione oltre il target a uno spartito in cui si deve cambiare corso e segnalare in modo credibile la propria resistenza anti-inflazionistica, per evitare una perdita di controllo delle aspettative.” Anche su questo piano la situazione è comunque differenziata tra le diverse regioni del globo, tra centro e periferia14.

La Cina ha sua volta sperimenta la crescita dell’inflazione15 a partire dalle materie prime, mentre  nel terzo trimestre conosce un rallentamento importante della crescita16 e cresce il rischio dello scoppio del settore immobiliare a partire dai 305 miliardi di dollari di debito di Evergrande17. Le scelte della banca centrale e del governo cinese, che ha ben altre capacità di intervento sull’economia, sono caratterizzate dalla prudenza per la prima mentre  il secondo opera per riprendere il controllo su qualsiasi fenomeno, soggetto o settore economico che sviluppa una dinamica capace di influenzare autonomamente l’intero sistema, lo abbiamo visto con i vincoli imposti alle società Big Tech cinesi.

Infine una scarsità voluta -un flusso bloccato ed un confine informale, ma ben visibile- è quella dei vaccini che non hanno ancora raggiunto più di metà dell’umanità, creando le condizioni di una ripresa della pandemia sotto la spinta di nuove varianti.  La formazione sociale globale nel suo nesso inestricabile di naturale e artificiale, con i fenomeni di trombosi, di reazioni immunitarie che colpiscono i corpi umani ed i corpi sociali, è descrivibile dalla metafora del cyborg, in questa riflessione potremmo rileggere e farci guidare dalle intuizioni di Antonio Caronia18; un cyborg- creatura al contempo naturale e artificiale-  che si dibatte nelle sue mille patologie, dove i nessi sempre più intricati tra naturale e artificiale appaiono veicolare sempre nuove contraddizioni.

In questo quadro complesso dei flussi, delle relazioni economiche e sociali, delle diverse forme di regolazione sul rapporto di capitale complessivo che caratterizza il mondo in cui viviamo, la pandemia ha fatto saltare tutti gli equilibri di per sé instabili e precari. Nelle regioni dominanti del globo assistiamo al tentativo da parte dei governi di riprendere il controllo con gli strumenti che  sono loro propri, dal pugno di ferro del governo cinese- che opera anch’esso in un contesto assai prossimo a soglie di instabilità sistemica- al tentativo frustrato dell’amministrazione Biden di intervenire con un piano di rinnovamento non solo delle infrastrutture, ma che degli assetti sociali contro la povertà e le diseguaglianze diffuse ed infine con l’intervento dell’Unione Europea tramite il Next Generation Eu,( NG-Eu) tradotto in Italia nel PNRR.

In Europa risalta l’inadeguatezza del quadro istituzionale, degli assetti di governo, di integrazione economica e sociale, di rappresentanza politica rispetto alla multidimensionalità del passaggio storico che stiamo vivendo, che è improprio, limitativo chiamare crisi se non per definire i momenti più drammatici che tuttavia si succedono in una grande trasformazione di più lungo periodo. Abbiamo detto come si sia infranto Il sogno della società capitalistica, dell’autoregolazione dei mercati, del raggiungimento dell’equilibrio entro una crescita continua; purtroppo gli assetti europei sono sostanzialmente ancorati a quel sogno ai principi che lo motivano, con profonde differenze invece tra i diversi paesi quantomeno negli assetti costituzionali ed istituzionali. La risposta alla crisi pandemica con il NG-Eu non affronta minimamente la condizione reale dell’Unione Europea, non solo poiché non è chiaro se è come si supereranno i vincoli dei trattati che portano inevitabilmente ad avvitarsi attorno con dinamiche recessive sui parametri del debito pubblico, ma soprattutto perché una reale integrazione socio-economica e progressiva unificazione politica è possibile solo affrontando a livello continentale tutti i termini dello sconquasso che stiamo attraversando, passaggio presente di cambiamento di lungo periodo.

In assenza della capacità di misurarsi con questa sfida è inevitabile il rifluire, sia pure in forme diverse, nello specifico ambito nazionale, reagendo o piuttosto subendo la collocazione di ogni paese nelle gerarchie, nella divisione del lavoro entro il mercato globale, che operano ovviamente con logica ferrea anche all’interno dell’Europa.

 

Roberto Rosso

  1. https://www.theguardian.com/technology/2021/may/14/global-shortage-of-computer-chips-could-last-two-years-says-ibm-boss []
  2. https://www.bbc.com/news/business-58230388 []
  3. https://semiengineering.com/demand-picks-up-for-200mm/ []
  4. https://www.nytimes.com/2021/10/17/business/economy/china-economy-gdp.html []
  5. https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2021/10/19/news/gia-in-circolazione-dagli-allevamenti-otto-ceppi-di-aviaria-piu-pericolosi-del-covid-1.40826772?ref=LSHRA-A-S9-T1 []
  6. https://www.insalutenews.it/in-salute/influenza-aviaria-h5n8-in-russia-massimo-galli-nessun-allarmismo-servono-cautela-e-monitoraggio/ []
  7. https://afludiary.blogspot.com/2021/03/russia-anna-popova-on-potential-for.html []
  8. https://www.bbc.com/news/58926842 []
  9. https://www.bbc.com/news/business-58230388 Sending a single 40ft container from Asia to Europe currently costs $17,000 (£12,480), says George Griffiths, editor of global container markets at S&P Global Platts. That’s a greater than ten-fold increase compared to a year ago, when it cost around $1,500 (£1,101) []
  10. https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/17/usa-il-fenomeno-delle-grandi-dimissioni-in-agosto-43-milioni-di-lavoratori-hanno-lasciato-il-posto-la-causa-piu-frequente-e-il-burnout/6354966/ []
  11. https://www.washingtonpost.com/world/2021/10/18/labor-great-resignation-global/ []
  12.   https://www.cbsnews.com/news/women-job-market-economy-jolts/  []
  13.   https://www.lavoce.info/archives/90120/inflazione-se-temporanea-o-meno-e-qustione-di-scelta/ []
  14. https://www.ilsole24ore.com/art/risalita-tassi-e-dubbi-natura-dell-inflazione-AEl8DXo []
  15. https://www.ilsole24ore.com/art/cina-materie-prime-innescano-l-inflazione-piu-alta-13-anni-AEwijeh []
  16.   https://www.nytimes.com/article/evergrande-debt-crisis.html  https://www.npr.org/2021/10/18/1046945534/chinas-economic-growth-weakens-amid-construction-slowdown?t=1634721350534   []
  17.   https://edition.cnn.com/2021/10/12/investing/chinese-real-estate-debt-crisis/index.html

    https://www.wsj.com/articles/beyond-evergrande-chinas-property-market-faces-a-5-trillion-reckoning-11633882048 []

  18. https://www.che-fare.com/dal-cyborg-al-postumano-luomo-del-possibile-secondo-antonio-caronia/ []
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