La Storia al presente

di Roberto
Musacchio

Uccelli della tempesta (edizioni Lastaria, 15 euro) è il nuovo romanzo di Pierluigi Sullo.

Avevamo lasciato Enrico, il protagonista principale, tornato da Parigi che si fermava a Milano sul finire del ’68 a cui Sullo aveva dedicato il suo libro precedente, La rivoluzione dei piccoli pianeti.

Siamo ora nel 1974 e Enrico, lasciato dal suo amore biondo, lascia Milano per tornare a Roma.

Nel libro si snodano i “fatti” di quell’anno.

Le minacce di golpe, dopo quello cileno. Le stragi di Brescia e dell’Italicus, Il referendum su divorzio e la rivoluzione portoghese. A Roma, la “battaglia” di San Basilio, una vera “guerra” per la casa.

Ritroviamo altri dei protagonisti del gruppo di Enrico. I giovani. Lo zio anarchico con la sua compagna spagnola “reduci” della guerra di Spagna. Le memorie di famiglia, inquiete e, forse, “torbide” per compromissioni con la Storia di prima. L’ex compagno di scuola fascista.

Ma incontriamo anche nuovi “compagni” di Storia. Il Segretario dell'”Organizzazione”. Nuovi amori. E appare la droga, l’eroina.

Alcuni invece ci lasciano. La Morte si è già affacciata nel romanzo precedente. E torna a ghermire.

D’altronde la poetica di Sullo è la Storia. Chi si aspetta un “C’eravamo tanto amati” o “”La meglio gioventù” è fuori strada. Per fortuna, dico io. Perché il tema non è la nostalgia o lo scorrere del tempo più o meno ben declinati. Il tema è la Storia. Sullo, o meglio Enrico (che fa storia all’università), ha molta “coscienza” di sé, è capace di fare anche il vuoto, come racconta. Cerca, anche ossessivamente, di trovare etimologie sul dizionario. Si guarda “da fuori”, sognando l’anarchia, nell’Organizzazione. Ma non si pensa fuori dalla Storia. Forse spera in un momento in cui essa sia “perfetta” come lo fu, crede, la liberazione dal fascismo per gli zii. Come ha sfiorato di essere il ’68.

In quel 1974 la “partita” è ancora aperta e lo dice l’alternarsi di stragi e liberazioni. Le Vite scorrono nella Storia. Alcune la lasciano, per la Morte, ma rimangono nel suo presente.

La “Storia siamo noi” dice la canzone che non so se a Sullo piace e non sono certo neanche a me.

Ma mi serve per dire che l’intreccio di Storia e Vita, Amore e Morte sono il senso.

Te ne accorgi quando tutto invece va altrove, con altre storie che cancellano la tua.

Ma la Storia non è nostalgia, forse è  lotta, forse scrittura.

Grazie a Sullo il 1974 è Storia al presente.

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