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La Sinistra entra nel nuovo governo sloveno

di Franco
Ferrari

L’Assemblea Nazionale slovena ha approvato la formazione del nuovo Governo guidato da Robert Golob, il 1° giugno scorso, con 53 voti a favore su 90, con 28 contrari e 2 astensioni. In precedenza aveva già ratificato la scelta di Golob, in una votazione separata con 54 voti a favore, 30 contrari e 1 astenuto.

La coalizione di governo è formata dal Movimento per la Libertà, al quale appartiene il primo ministro, i Socialdemocratici e Levica (Sinistra), la formazione della sinistra radicale. Quest’ultima dispone di due membri, il Vice primo ministro e Ministro del Lavoro, della Famiglia, degli Affari Sociali e delle Pari Opportunita, Luka Mesec, che è anche leader del partito, e della Ministra della Cultura Asta Vrecko.

Robert Golob è un ex manager di una impresa del settore energetico controllata dallo Stato. Aveva già ricoperto delle cariche politiche, tra le quali per poco più di un anno tra la fine del ’99 e il 2000, quale Ministro degli Affari Economici nel governo del Partito Liberal Democratico guidato da Janez Drnovsek. All’inizio del 2022 ha preso il controllo del Partito d’Azione Verde, una piccola formazione extraparlamentare, che ha trasformato nel Movimento per la Libertà, di orientamento liberale centrista.

I sondaggi lo hanno rapidamente premiato facendolo diventare il principale partito dell’opposizione al governo uscente di Janez Jansa. Quest’ultimo si era schierato progressivamente con la destra populista europea e internazionale allineandosi con l’ungherese Orban, grazie al quale aveva potuto assumere anche un maggiore controllo dei media. Dopo le elezioni negli Stati Uniti si era fatto notare per essere stato l’unico ad inviare le congratulazioni per la vittoria a Donald Trump, accettando la narrazione dell’estrema destra statunitense sulla falsificazione dei risultati elettorali che avevano invece sancito la vittoria di Biden. Con l’inizio della guerra in Ucraina si era smarcato dall’amico ungherese schierandosi col fronte oltranzista pro-Zelenski.

Le elezioni parlamentari slovene del 24 aprile 2022 si sono trasformate in un referendum pro o contro Jansa, con una partecipazione elettorale che col 71% (+ 18% sulle elezioni precedenti) ha raggiunto livelli mai visti. Jansa ha pagato per la cattiva gestione degli effetti del Covid e per la virata in senso autoritario. La guerra tra russi e ucraini non ha inciso significativamente sul voto, ma nemmeno sono servite le numerose erogazioni di denaro realizzate dal governo attraverso un maggiore indebitamento pubblico.

Il nuovo movimento di Golob ha raccolto voti tra gli astensionisti ma ha anche intercettato elettori di altre formazioni di opposizione essendo collocato dai sondaggi come la formazione in grado di sopravanzare il partito di Jansa. Ha ottenuto il 34, 45% dei voti, mentre i socialdemocratici col 6,69% sono arretrati di oltre tre punti. Levica (la Sinistra) è uscita dal voto dimezzata passando dal precedente 9,33% e 9 seggi al 4,46% e 4 seggi. Di poco oltre la soglia di sbarramento.

Levica è emersa dalle mobilitazioni anti-austerità e contro la destra che si sono sviluppate negli anni 2012-2013. Si trattava inizialmente di una coalizione tra alcuni piccoli partiti, tra i quali in particolare l’Iniziativa per il Socialismo Democratico, e realtà del mondo intellettuale o dei movimenti. Riuscì ad entrare subito in Parlamento col 6% dei voti, ottenendo anche qualche risultato positivo con la sua azione parlamentare come l’approvazione di una legge sul salario minimo, il blocco di nuove spese militari, ecc. Ha anche riportato nel dibattito pubblico l’idea del socialismo come concetto positivo. Nelle successive elezioni del 2018 ha incrementato il consenso dal 6,0% al 9,3% conquistando 9 seggi. Per un breve periodo ha sostenuto dall’esterno una coalizione di centro-sinistra, con la quale ha poi rotto non avendo ottenuto risposta adeguata alle proprie rivendicazioni. Questo ha portato all’insediamento del governo di destra che ha suscitato una crescente opposizione nella società slovena.

Nell’ottobre del 2020, Levica si è unita ad una iniziativa dell’opposizione di centro-sinistra denominata “Coalizione dell’Arco Costituzionale”. Due dei partiti che ne facevano parte, i Socialdemocratici e la stessa Levica sono ora entrati come alleati minori nel governo di Robert Golob.

La sconfitta elettorale di Levica è motivata da due ragioni di fondo, come ha spiegato il parlamentare da poco rieletto Miha Kordis, in un’intervista a Federico Fuentes del Green-Left Weekly australiano. La prima è stata determinata dal classico meccanismo del “voto utile”. Molti elettori si sono posti la domanda su chi avesse maggiori possibilità di cacciare Jansa. Essendo un nuovo partito in ascesa dei sondaggi, il Movimento per la Libertà è riuscito a catturare la maggioranza dei voti anti-Jansa a spese degli altri partiti. Due partiti di centro-sinistra di opposizione non sono nemmeno riusciti a superare la soglia elettorale necessaria per entrare in Parlamento.

La seconda ragione che viene avanzata da Kordis è il progressivo spostamento di Levica dalla sinistra socialista verso il centro. Due anni di pandemia e l’impatto del governo di destra hanno accelerato questo processo, con la costruzione di una alleanza con i partiti dell’opposizione liberale. Secondo Miha Kordis questa è stata una decisione in sé corretta, ma nel periodo successivo il programma di Levica è sembrato sempre più simile a quello degli altri partiti di centro-sinistra. La Sinistra non è riuscita a presentare gli aspetti specifici del suo programma e della sua analisi sociale.

Nonostante non fosse indispensabile dal punto di vista numerico per la formazione di una nuova maggioranza di centro-sinistra, Levica ha comunque deciso di entrare nella nuova coalizione e di non limitarsi all’appoggio esterno. La speranza è di ottenere dei risultati verso una demilitarizzazione del paese, il rafforzamento della sanità pubblica, la fine della crisi degli alloggi, la realizzazione di una risposta rapida al cambiamento climatico e di accrescere sia la sicurezza sociale che i salari della classe lavoratrice. Ma è evidente che i partner della coalizione non sono particolarmente entusiasti della politica che Levica propone per i prossimi quattro anni. Vi è anche il timore che il partito di Golob, Movimento per la Libertà, spinga per una crescente privatizzazione della sanità, contribuendo ad un ulteriore degrado dell’assistenza per i cittadini.

Secondo Bostjan Remic, in un’analisi pubblicata da Transform Europe, all’arretramento elettorale ha anche contribuito la leadership del partito che non è riuscita a costruire un’organizzazione solida, radicata sul territorio, utilizzando a tal fine i consistenti contributi statali che spettano ai partiti politici, purché superino l’1% dei voti. Secondo Remic sarebbe anche cambiata la composizione degli iscritti, con un progressivo allontanamento del settore più chiaramente socialista.

Ora Levica si aggiunge ai partiti della sinistra radicale che sono attualmente al governo in Spagna e in Finlandia. Ruolo che l’esperienza dimostra essere tutt’altro che facile. Tanto più che in Slovenia questa coalizione è fortemente orientata verso il centro piuttosto che in direzione socialdemocratica. Bisognerà attendersi nuove sfide, come titola con facile preveggenza, il Green-Left Weekly.

Franco Ferrari

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