editoriali

La matassa e il bandolo

di Roberto
Morea

Il numero di transform! Italia che vi offriamo questa settimana è, come sempre, uno sguardo su ciò che accade a livello nazionale e internazionale con l’ambizione di avere una capacità di legare e collegare ciò che avviene qui con ciò che succede nel mondo.

Lo facciamo con articoli che spaziano dalle vicende politiche dal Perù di Alessandro Scassellati, alla Spagna, di Franco Ferrari, fino ad esplorare il senso del gesto della rivolta dei giovani di Ultima Generazione, di Elena Coniglio, qui in Italia, non lo facciamo per un affastellamento di temi o per il tentativo di “dire tutto su tutto”, quanto proprio per trovare ciò che definisce la matassa e trovarne il bandolo.

Oltre alla nostra (in)capacità abbiamo la fortuna di poter contare sulla competenza e a punti di vista “altri” o meglio di “simili” con cui avere la possibilità di porre domande e cercare risposte. Lo facciamo in questo numero con Fausto Bertinotti con cui abbiamo ragionato su alcuni dei temi che a noi sembrano centrali come, ad esempio, il perché davanti alla crisi e forse sarebbe più giusto dire alle crisi che si susseguono, non trova spazio una risposta di “alternativa di sistema” e l’unica soluzione sia il pilota automatico del mercato e della finanza, ma anche la questione del reddito e il ruolo del sindacato, così come il senso della rivolta e la questione della guerra e della pace.

Alcuni di questi temi vengono accompagnati anche in articoli di Roberto Rosso, Complessità-trasformazione sociale tra guerra e crisi climatica e Elena Coniglio, l’Arte salverà il Mondo.

Oltre a questo, apriamo, da questo numero, uno spazio dedicato ad una discussione di fondo sul processo di costruzione di Unione Popolare, a cui offriamo la possibilità di proporre articoli di approfondimento su alcuni nodi politici, necessari da affrontare per dare vita ad una soggettività capace di “unire” ed essere “popolare” allo stesso tempo. In questo numero diamo spazio ad alcuni interventi di Geppino Aragno e Loredana Rosa, interni agli organismi che UP si è data, anche in forme dialettiche e provvisorie, ma con l’ambizione di allargare la platea degli interventi e degli interlocutori arrivando anche a chi, da fuori o marginale al percorso, possa aiutare a definire il cammino con proposte capaci di far camminare insieme le organizzazioni e i singoli che credono nella possibilità di una risposta collettiva e ad una proposta politica adeguata alla sfida. In accompagnamento a questo spazio offriamo una intervista alla candidata di UP alla regione Lazio, Rosa Rinaldi, fatta da Stefano Galieni, così come fatto per la candidata in Lombardia, Mara Ghidorzi, in un numero precedente.

Come sempre dedichiamo articoli anche ad approfondimenti tematici ed in questa edizione offriamo il contributo di Giancarlo Scotoni, sul ruolo della Germania e della cultura tedesca vista da Tomas Mann, così come spesso ci capita di segnalare pubblicazioni che riscuotono il nostro interesse come quello che proponiamo con il “quasi romanzo” di Giovanna Capelli, con l’introduzione di Haidi Gaggio Giuliani.

Anche questa settimana vi segnaliamo la scuola interdisciplinare cosmopolita di Piero Bevilacqua, a cui collaboriamo, condividendo la scorsa lezione tenuta da Pinuccia Montanari su Cambiamento, economia circolare e ruolo delle città, e promuovendo il prossimo incontro con Domenico De Masi, da Società Industriale a Società Postindustriale.

Infine la sezione dedicata a quello che ci sembra interessante arrivi dalla rete con segnalazioni di articoli e iniziative.

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