articoli, transform-europe

La guerra dei trent’anni

di Roberto
Rosso

La guerra, termine che corrisponde allo sviluppo effettivo di uno scontro armato, o metafora che implica una competizione al massimo grado tra due contendenti in un determinato campo. Prima dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la guerra di cui più su parlava era quella tra USA e Cina, in campo economico e tecnologico, in campo geostrategico in generale, come confronto che si articolava in tutti i campi per la conquista dei mercati e delle risorse considerate strategiche per lo sviluppo. Il passaggio dalla presidenza Trump a quella Biden non ha significato una riduzione dello scontro, della competizione, sia pure sulla base di strategie differenti1. Il paradosso di questa competizione è lo strettissimo legame che si è stabilito tra le economie dei due paesi, su cui ha contato la Cina per crescere come fabbrica del mondo, legame che da una parte e dall’altra negli ultimi anni si è tentato e si sta tentando di scindere o quantomeno di ridurre. Da parte cinese l’accento si è spostato sullo sviluppo del mercato interno, secondo la politica delle due vie, mentre il rapporto con il resto del mondo, in presenza della leva del mercato interno si sviluppava in modo molto più articolato e complesso attraverso quel complesso di iniziative e rapporti che vanno sotto il nome di nuova via della seta, per la conquista di mercati e risorse, con lo sviluppo di segmenti e nodi di una rete logistica globale. Questa rete, benché non immediatamente finalizzata ad obiettivi militari, costituisce oggettivamente una struttura di supporto per l’espansione anche militare dell’influenza cinese. La rete dei porti costituisce una poderosa struttura di supporto per la competizione con il dominio sino ad ora incontrastato degli USA sui mari.

La ‘guerra’ tra Cina e Stati Uniti si sviluppa innanzitutto sul piano tecnologico, delle tecnologie digitali in particolare, supporto per l’innovazione in qualsiasi campo2.

Nella guerra dei brevetti la Cina, già nel 2017 su 10 categorie principali avrebbe sorpassato gli USA3 in nove delle dieci categorie in cui classificare l’innovazione in campo digitale.

L’innovazione tecnologica è centrale anche per lo sviluppo della competizione in campo militare. Abbiamo citato nell’articolo precedente lo sviluppo di alleanze ed iniziative di sviluppo di nuovi sistemi d’arma tra Stati Uniti, Regno Uniti e Australia.

Gli Stati Uniti hanno elaborato in una visione integrata della deterrenza la cosiddetta ‘deterrence by detection4 che dovrebbe dissuadere gli avversari -Cina e Russia- dall’intraprendere iniziative basate su colpi di mano, che prendono di sorpresa l’apparato militare e di intelligence statunitense. L’argomento è ovviamente ripreso in base all’invasione russa dell’Ucraina5. La capacità di prevenire qualsiasi iniziativa, basata sul fattore sorpresa, richiede un sistema  di osservazione basata sul sistema satellitare e sulla cosiddetta rete ‘network of existing non-stealthy long-endurance unmanned aircraft systems (UAS), capace di tenere sotto controllo in tempo reale la situazione nell’Europa orientale e nell’indopacifico6.

Un tale sistema richiede ovviamente la capacità di trattare moli enormi di informazione raccolte da una rete di dispositivi di osservazione capillare, mobile ed estesa globalmente connessa ad una capacità di intervento ‘in tempo reale’ in grado di anticipare o quantomeno di bloccare sul nascere le iniziative dell’avversario: o per meglio dire del nemico.

Il documento del 2020 “DETERRENCE BY DETECTION:A KEY ROLE FOR UNMANNED AIRCRAFT SYSTEMS IN GREAT POWER COMPETITION” spiega come meglio non si potrebbe il concetto e le modalità operative di implementazione della DETERRENCE BY DETECTION. Nel summary iniziale è illuminante il seguente paragrafo.

“China and Russia are developing the ability to launch aggression rapidly against states on their periphery under the cover of increasingly capable reconnaissance-strike networks. The geographic friction points in the Western Pacific and Eastern Europe that are most likely to devolve into crisis and conflict lie much closer to Russia and China than they do to the continental United States. With only limited warning, Beijing or Moscow could exploit their time-distance advantage to seize allied territory before the United States and its allies could respond, thereby creating a fait accompli that would be difficult to reverse after the fact.”

La tecnologia spaziale, il dispiegamento di una rete di osservazione basata su satelliti, costituisce il supporto necessario per lo sviluppo di una tale strategia7.

La Cina a sua volta ha impresso una svolta alla sua strategia militare nel 2015 che ritroviamo nel documento China’s Military Strategy8 di cui troviamo una analisi da parte della Defense Intelligence Agency nel report del 2019 “CHINA MILITARY POWER Modernizing a Force to Fight and Win”.

L’orizzonte di innovazione tecnologica del sistema militare cinese è espresso nel paragrafo che segue. The world revolution in military affairs (RMA) is proceeding to a new stage. Long-range, precise, smart, stealthy and unmanned weapons and equipment are becoming increasingly sophisticated. Outer space and cyber space have become new commanding heights in strategic competition among all parties. The form of war is accelerating its evolution to informationization. World major powers are actively adjusting their national security strategies and defense policies, and speeding up their military transformation and force restructuring. The aforementioned revolutionary changes in military technologies and the form of war have not only had a significant impact on the international political and military landscapes, but also posed new and severe challenges to China’s military security.

Il cuore è la frase “La forma della guerra sta accelerando la sua evoluzione verso la sua informatizzazione”.

Nel documento viene tematizzata la ‘sicurezza politica e la stabilità sociale’ in termini di sicurezza sia interna che globale. All’interno viene posto l’accento sulla necessità di prevenire le cosiddette ‘rivoluzioni arancioni’ “Inoltre, la Cina deve affrontare un compito formidabile per mantenere la sicurezza politica e la stabilità sociale. Le forze separatiste per “l’indipendenza del Turkistan orientale” e l'”indipendenza del Tibet” hanno inflitto gravi danni, in particolare con l’escalation di violente attività terroristiche da parte delle forze di “indipendenza del Turkistan orientale”. Inoltre, le forze anti-cinesi non hanno mai rinunciato al loro tentativo di istigare una “rivoluzione colorata” in questo paese.”9 legate anche al controllo delle minoranze etniche. Il contesto viene definito come segue   “Profondi cambiamenti stanno avvenendo nella situazione internazionale, come si manifestano nei cambiamenti storici nell’equilibrio di potere, nella struttura di governance globale, nel panorama geostrategico dell’Asia-Pacifico e nella concorrenza internazionale in campo economico, scientifico e tecnologico e militare.”10.

Gli obiettivi strategici sono i seguenti.

China’s armed forces mainly shoulder the following strategic tasks:

  • To deal with a wide range of emergencies and military threats, and effectively safeguard the sovereignty and security of China’s territorial land, air and sea; — To resolutely safeguard the unification of the motherland; — To safeguard China’s security and interests in new domains;
  • To safeguard the security of China’s overseas interests; — To maintain strategic deterrence and carry out nuclear counterattack; — To participate in regional and international security cooperation and maintain regional and world peace; — To strengthen efforts in operations against infiltration, separatism and terrorism so as to maintain China’s political security and social stability; and
  • To perform such tasks as emergency rescue and disaster relief, rights and interests’ protection, guard duties, and support for national economic and social development

Lo sviluppo del dispositivo militare complessivo richiede una integrazione totale tra apparato civile militare.

“In-depth Development of Civil-Military Integration (CMI) Following the guiding principle of integrating military with civilian purposes and combining military efforts with civilian support, China will forge further ahead with CMI by constantly bettering the mechanisms, diversifying the forms, expanding the scope and elevating the level of the integration, so as to endeavor to bring into place an all-element, multi-domain and cost-efficient pattern of CMI.”

Ritroviamo la medesima evoluzione in corso negli Stati Uniti, la novità non sta nell’esistenza dell’apparato militare-industriale visto l’allarme del presidente Eisenhower nei suoi confronti, ciò che è richiesto e si afferma necessariamente è un livello più alto di integrazione tra l’apparto produttivo e di ricerca ‘civile’ e quello ‘militare’, proprio per la straordinaria dinamica di innovazione tecnologica che attraversa tutte le filiere, qualcosa di diverso quindi dalla predominanza dell’apparato militare-industriale; siamo di fronte ad un livello del tutto nuovo di integrazione totale, il che implica in buona sostanza una militarizzazione di fondo della vita sociale, economica e dei regimi politici.

Il documento strategico, che ovviamente non può essere riassunto, da un lato esprime la proiezione globale della strategia militare cinese in accordo con la proiezione economica e strategica del paese degli ultimi anni, in particolare della presidenza di Xi Jinping; ne è espressione tra le altre la proiezione globale sugli oceani, non solo sugli stretti contigui, in competizione con il tradizionale dominio delle flotte statunitensi. Dall’altra ritroviamo le capacità -in sintesi- di riconoscere immediatamente le minacce e colpire con precisione.

“China’s armed forces will endeavor to address the pressing problems constraining the capabilities for system-vs-system operations. They will make further exploration and more efficient utilization of information resources, strengthen the building of the systems of reconnaissance, early-warning and command and control, develop medium- and long-range precision strike capabilities, and improve the comprehensive support systems.”

Il confronto si si sviluppa anche sui sistemi satellitari come strumento di osservazione, ma anche di intervento diretto11.

Le relazioni dell’apparato di difesa cinese con quello degli altri paesi si iscrivono poi nel “contesto degli accordi e delle alleanze internazionali a cui il documento fa esplicito riferimento. Quanto al rapporto con la Russia si afferma quanto segue (ricordiamo che è del 2015).

“Developing all-round military-to-military relations. China’s armed forces will further their exchanges and cooperation with the Russian military within the framework of the comprehensive strategic partnership of coordination between China and Russia, and foster a comprehensive, diverse and sustainable framework to promote military relations in more fields and at more levels.”

Il bilancio della difesa cinese ammonterà quest’anno a 229,47 miliardi di dollari con un incremento del 7,1%12 a fronte dell’obiettivo di un incremento del Pil del 5,5%   nel 2022, obiettivo di ardua realizzazione. Il contesto di questo incremento è quello di una corsa agli armamenti nell’Indopacifico, con la valorizzazione del ruolo dell’Australia da parte degli Usa e la rimozione del tabù del nucleare da parte del Giappone; lo sforzo di proiezione sugli oceani della Cina prevede la costruzione di due nuove portaerei, arrivando a quattro contro le undici degli USA.

Una analisi di parte statunitense su tutte le dimensioni del processo di elaborazione ed implementazione geo-strategica e militare  a partire dalla struttura dei centri di potere e dei processi decisionali si ritrova nelle ricerche  della Rand Corporation13. La strategia cinese sviluppa il concetto di confronto fra sistemi, nella loro accezione più ampia, affrontando la complessa interazione dei componenti, dei livelli, dei sottosistemi che compongono l’intero complesso militare comprese le sue relazioni con la formazione sociale del paese.

Nell’elaborazione strategica tanto di parte cinese che statunitense sempre maggior attenzione è dedicata agli eventi e ai processi di cambiamento derivanti dal riscaldamento globale; il cambiamento climatico costituisce un elemento sempre più rilevante nel contesto interno quanto in quello globale peri due paesi. Non solo il cambiamento climatico, la pandemia ha sconvolto i ritmi della riproduzione sociale, delle filiere logistiche e produttive a livello globale e regionale. L’apparato militare e di sicurezza + preposto a garantire le condizioni di stabilità e assine le traiettorie di trasformazione ed espansione delle formazioni sociali; deve s volgere i suoi compiti, aggiornare le proprie funzioni e dispositivi nell’intreccio di crisi che stiamo imparando a conoscere, per descrivere le quali non sono più adeguati i concetti globalizzazione e crisi della globalizzazione che abbiamo utilizzato sino a oggi

Nei prossimi trent’anni la  crisi congiunte, e intrecciate, processi di innovazione radicale entro il gran contenitore del cambiamento climatico metteranno a dura prova la stabilità di tutti i sistemi politici, economici e sociali.

Lo stato di guerra latente, che di volta in volta trova modo di realizzarsi in varie parti del mondo, si prolungherà in modi ancora tutti da scoprire lungo tutti questi tre decenni. Per interdire la tendenza alla guerra, la presenza dei suoi apparati e delle sue strategie come elementi dominati del processo storico richiede e richiederà sempre di più, alla tendenza opposta verso lapace, a quell’intreccio di movimenti che la esprimono qualcosa di più dell’agitar di bandiere in piazza. Agire una trasformazione globale è necessario, quanto sia possibile lo capiremo provandoci.

  1. https://www.scmp.com/economy/global-economy/article/3134191/us-china-relations-there-still-trade-war-under-joe-bidens .[]
  2. The Political Economy of the U.S.-China Technology War – Monthly Review (Jul 01, 2021), https://www.scmp.com/knowledge/topics/us-china-trade-war?module=inline_auto&pgtype=article.[]
  3. https://vdata.nikkei.com/en/newsgraphics/patent-wars/?fbclid=IwAR2y06SFiUGBgUpYiOyHpF7aksRiWNf8649od02kni2XdJQPUvFTvP-KORU.[]
  4. https://www.defense.gov/News/News-Stories/Article/Article/2954457/generals-say-integrated-deterrence-is-key-to-protecting-us-allies-partners/  https://csbaonline.org/research/publications/deterrence-by-detection-a-key-role-for-unmanned-aircraft-systems-in-great-power-competition.[]
  5. https://www.defenseone.com/ideas/2022/04/pentagon-must-campaign-against-china-not-hope-goal-line-stand/365453/.[]
  6. https://www.flightglobal.com/military-uavs/could-long-endurance-uavs-be-repurposed-for-surveillance-of-russia-and-china/138823.article.[]
  7. https://www.defense.gov/Spotlights/DOD-Space-Strategy/ ; vedi il report CHALLENGES TO SECURITY IN SPACE Space Reliance in an Era of Competition and Expansion della Defense Intelligence Agency.[]
  8. http://english.www.gov.cn/archive/white_paper/2015/05/27/content_281475115610833.htm.[]
  9. Further, China faces a formidable task to maintain political security and social stability. Separatist forces for “East Turkistan independence” and “Tibet independence” have inflicted serious damage, particularly with escalating violent terrorist activities by “East Turkistan independence” forces. Besides, anti-China forces have never given up their attempt to instigate a “color revolution” in this country.[]
  10. “Profound changes are taking place in the international situation, as manifested in the historic changes in the balance of power, global governance structure, Asia-Pacific geostrategic landscape, and international competition in the economic, scientific and technological, and military fields.”[]
  11. https://www.defenseone.com/threats/2022/04/dia-warns-chinas-space-tech-seeks-block-us-radars-jam-munitions/365549/.[]
  12. https://www.voanews.com/a/china-boosts-military-spending-amid-ukraine-uncertainties/6471773.html.[]
  13. https://www.rand.org/pubs/research_reports/RRA447-1.html  China’s Quest for Global Primacy An Analysis of Chinese International and Defense Strategies to Outcompete the United States – 2021 https://www.rand.org/pubs/research_reports/RR1708.html Systems Confrontation and System Destruction Warfare How the Chinese People’s Liberation Army Seeks to Wage Modern Warfare – 2018.[]
, ,
Articolo precedente
Contro il linguaggio bellicista
Articolo successivo
“Draghi bifronte”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Menu