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La crisi energetica tra guerra e transizione ecologica

di Riccardo
Rifici

La vicenda Ucraina ha rimesso sul terreno della discussione il tema della divisione del mondo in blocchi e della questione “pace o guerra”. Ma nello stesso tempo, mentre ha riproposto il problema dell’autosufficienza energetica in mezzo mondo, ha mandato all’aria tutti i discorsi e le proposte relative al contrasto alla crisi climatica e alla “transizione ecologica”.

Il ritorno ad una situazione che ricorda la crisi energetica dei primi anni’70, invece che rafforzare le politiche per contrastare i danni provocati da un modello economico basato sullo sfruttamento delle fonti fossili, sullo spreco di risorse naturali e sull’aumento delle diseguaglianze sociali, ha rivitalizzato le posizioni di coloro che voglio rilanciare la costruzione di centrali nucleari (in nome dell’auto sufficienza), che spingono per il riutilizzo del carbone e per l’avvio di nuove trivellazioni (in terra ed in mare) per l’estrazione di gas e petrolio.

Naturalmente coloro che più spingono sul nucleare sono gli stessi che plaudono sull’aumento delle spese militari!

Invece, in questo momento, sembra che nessuno più, (salvo brevi intermezzi provocati da una o l’altra piccola o grande catastrofe ambientale), sia interessato veramente alle questioni ambientali e al tema del riscaldamento globale.

Nessuno si sofferma sul fatto che, i pur se timidi obiettivi per il 2030 e per il 2050 (della COP21 o quelli della UE, o quelli dell’agenda 2030dell’ONU), siano saltati, tanto a causa della guerra, quanto a causa della incapacità colpevole delle istituzioni mondiali e nazionali, e degli interessi dei grandi gruppi finanziari e del sistema industriale-militare.

Altro che limitare l’aumento della temperatura media globale a 2°, entro il 2050 o ridurre la povertà; sembra che ci attendano scenari ben peggiori: temperature che anche in zone temperate supereranno i 50°, siccità e crisi idrica, perdita di culture agricole, peggioramento conseguente delle condizioni di salute di gran parte della popolazione mondiale e aumento delle diseguaglianze sociali.

Infatti, oltre agli effetti negativi causati dalla guerra, non sembrano affatto mutare i modelli economici e di produzione che hanno causato i mali che stanno affliggendo i popoli del mondo e la natura.

Pur senza voler fare della questione energetica l’unica questione a cui prestare attenzione, transform!  Italia con “RossoVerde non è un ornamento” organizza per il 20 settembre alle ore 17.30 un confronto dal titolo “LA CRISI ENERGETICA TRA GUERRA E TRANSIZIONE ECOLOGICA”

 

Riccardo Rifici

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