In Campania c’è bisogno di TERRA

di Rino
Malinconico*

Per i contenuti che esprime e per la prospettiva che delinea, il progetto politico-elettorale TERRA corrisponde appieno a ciò che Rifondazione Comunista (assieme alla Confederazione COBAS, al Partito del Sud e alla Sinistra Altra Europa) aveva proposto fin dallo scorso inverno a tutti coloro che attivamente rivendicano diritti, costruiscono resistenze contro l’affarismo e il degrado e praticano solidarietà. Il successivo convergere in tale direzione di altre soggettività (Sinistra Italiana, Comitati ambientalisti raggruppati nella rete Stop Biocidio, Centro Sociale Insurgenzia, Irpinia Adesso, esponenti di Dema) ha permesso l’effettiva concretizzazione di una proposta obiettivamente inedita nella nostra regione, che mette assieme – seppure con una ampiezza ancora insufficiente – la sinistra sociale e la sinistra politica.

Forse vale anche per l’Italia intera, ma sicuramente in una terra martoriata come la Campania, segnata da devastazioni gigantesche e precarietà insopportabili, è più che mai necessaria la presa di parola in prima persona dei movimenti di lotta anche sul piano specificamente elettorale. Non a caso, Rifondazione Comunista aveva concordemente escluso in partenza un percorso elettorale di tipo identitario, come pure la semplice unione delle piccole forze della sinistra di alternativa. 

Ci siamo dunque impegnati in un’impresa dichiaratamente plurale, operando con modalità inclusive e costruendo un programma aperto alle culture dell’ambientalismo, del civismo democratico e della sinistra socialista e comunista. Il risultato è stato una lista caratterizzata dalla cultura antiliberista e dai valori dell’antifascismo, contrapposta alle destre reazionarie e razziste e al centrosinistra liberista, ed espressione diretta di molti, concreti “presìdi di civiltà”. Una lista riconoscibile, perché formata da coloro che in questi anni hanno contrastato metro per metro la logica spietata del profitto, la distruzione generalizzata dell’ambiente, la privatizzazione affaristica dei servizi, le dinamiche oppressive del malgoverno e del malaffare.  

La nostra speranza è che siano molti i cittadini e le cittadine, le compagne e i compagni a riconoscersi in questo ambizioso progetto politico-elettorale, che punta a restare in campo anche dopo il 21 settembre, vada come vada. 

TERRA è un impegno che vale per l’oggi, ma vale ancor più in prospettiva, proprio perché connette in modo stringente la questione della qualità della vita con le questioni del lavoro e dei diritti. Non a caso abbiamo voluto avviare la campagna elettorale il 4 luglio, con un atto fortemente simbolico, andando a Taverna del Re in trecento di noi. In quelle campagne maleodoranti, si erge (su oltre cento ettari) la grande montagna delle “ecoballe”, monumento gigantesco al destino di “rifiuto” della nostra terra e contemporaneamente prova provata del fallimento di De Luca e di tutte le amministrazioni regionali di destra e di centrosinistra che si sono susseguite in Campania.

Io non so se riusciremo ad essere davvero percepiti per quello che vorremmo: l’alternativa vera, non politicista, alle destre e al centrosinistra di De Luca. Ciò che continuamente stiamo dicendo in questa campagna elettorale è che quelli che hanno nel cuore un “altro mondo possibile”, quelli che prospettano per sé e per gli altri un ambiente a misura d’essere umano, un lavoro dignitoso e sicuro, un reddito certo per tutti, nonché la possibilità di essere curati e poter disporre di servizi efficienti e gratuiti, sono chiamati a mettersi in gioco. Senza titubanze. 

*Segretario regionale del Prc della Campania

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