articoli, recensioni

Il rasoio di Occam

di Roberto
Musacchio

Nel suo secondo “giallo”, il Rasoio di Occam (Todaro edizioni, 15 euro), Paolo Pietrangeli decide di dare a Giorgio Tremagi, l’anagramma di Maigret che gli fa da alterego come libraio e ristoratore coinvolto in omicidi, il volto di Mandy Patinkin, il musicista e attore, filantropo, protagonista di Criminal Minds. Così almeno lo vede Matracchiolo, tirapiedi di Pasquale O’Pescatore, il boss che mischia cocaina, pesci e caffè. E che è alla ricerca di una bella ragazza, Crocefissa Mordicchio, che ha perso un padre e un cane, Gedeone lo battezza Tremagi come il suo cane cui dedica una nota d’autore (ma Gideon si chiama anche un figlio di Patinkin) che si è riparato nella libreria trattoria dove scorre la vita di Tremagi e della sua tribù “Malousseiana”. Miele, la moglie che ha lasciato il letto coniugale, Fiorella la cognata che fa le polpette che consentono alla libreria di sopravvivere. Zizu’, il tuttofare immigrato adottato dalla tribù. E poi gli avventori, Il Generale, l’Avvocato, Ennio il Pescivendolo romanista, Bruno, il Macellaio pittore. E Ciceruacchio a li morte’ il ragazzino cinese. E il mercato di Piazza Epiro.

Dell’esordio in giallo di Pietrangeli (La pistola di Garibaldi) restano il poliziotto Marco Gualtieri con cui Tremagi ha consumato nella realtà o nel sogno l’unico rapporto omosessuale della sua vita, il processo per l’omicidio di Carmela, che era anche un uomo, e la commissaria Marina Jannaccone.

Tremagi continua a vedere i sogni degli altri e a vivere la propria vita stralunata. Ma il Mondo intorno a lui prende spessore. C’è anche la storia antica di un barone di Cefalù, di un casinò, dal fascismo a Scelba. I fascisti ci sono ancora intorno a Piazza Epiro, la Bellville “piccolo borghese” di Tremagi, in una Roma sfiancata dal degrado.

Pietrangeli, pardon Tremagi, odia i gialli che non ospita nella sua libreria perché portano ordine e questo è reazionario. C’è posto solo per Simenon e Maigret con il loro sguardo di incanto disincantato sulla vita. E nel disincanto con cui Pietrangeli rende stralunati i suoi personaggi si infila l’incanto di essi che vivono, della Storia che prende forme. Come quelle di Crocefissa Mordicchio, che è una bella ragazza ma forse anche molto di più. Come in tutti i gialli ci sono morti, indagini, anche suspense. In più ci sono sentimenti, ironia, giochi letterari. Come succede anche nella vita. E poi c’è il rasoio, il rasoio di nonno Tremagi, il rasoio di Occam.

P.S. C’è anche un professor Mustacchio che parla di giustizia proletaria ma ogni riferimento all’autore di questa recensione (non) è casuale…

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