editoriali

Il contributo di Draghi e amici a Cop: stadi, servizi privatizzati e armi

di Roberto
Musacchio

Nella regione, la Lombardia, che ha un consumo di suolo quasi quadruplo della media europea (il 17,3% rispetto al 7,63 italiano e al 4,3 della UE) la giunta Sala dà il via libera alla pubblica utilità per lo stadio. I risultati dei voti utili. “Imbarazzi” verdi, con l’assessore che non partecipa al voto. Nemmeno il “green washing”: è nero cemento. Nei giorni di Cop 26. Invece che cementificare bisognerebbe bonificare visto che in Europa la quantità di suoli contaminati è stimata al 15% con circa tre milioni di siti potenzialmente contaminati e solo 115 mila sottoposti a bonifica. Ma la UE attende da sempre una direttiva sul suolo perché la rendita fondiaria mal sopporta che si preveda che quello che si usa o si vende sia prima pulito.

Nel frattempo la “nuova” giunta di Torino ha deciso di rientrare in TAV. Altro bel voto utile alla causa climatica come spiegano da decenni i No TAV presentando i conti di quanta più CO2 emetta l’opera rispetto a presunti risparmi su viaggi di merci che andrebbero evitati invece che incentivati.

Questo è infatti il grande problema che si è sommato agli altri dai tempi in cui si è cominciato ad occuparsi di clima con il rapporto Bruntland, la Conferenza di Rio, Kyoto e il suo Trattato, Cop 26 fino all’accordo di Parigi e ora a Glasgow. Si chiama globalizzazione capitalistica con giganteschi processi di ristrutturazione delle catene produttive per massimizzare il valore accompagnati da altrettanto giganteschi processi di finanziarizzazione che ormai arrivano a voler quotare in borsa tutto ma proprio tutto il vivente e il naturale.

Prendiamo sempre l’Italia; se escludi di avere politiche pubbliche o tout court politiche industriali e ambientali sull’acciaio succede che tu chiudi e l’acciaio con le sue emissioni e senza ambientalizzazione se ne va in India. Allora tu dici che hai ridotto le emissioni e che è l’India che deve pagare. Ma l’India ti dice che tu hai inquinato per secoli e che con quella CO2 hai costruito la tua ricchezza. Oltre ad aver deforestato tutta Europa (e riforestato con alberi che non assorbono carbonio), depredato risorse e fatto guerre.

Per questo se togli l’IVA sul commercio delle armi come fa il governo Draghi non è che mandi un bel messaggio perché con le armi hai costruito una ricchezza che ora consolidi vendendole e sguazzando nelle guerre dei poveri che tanto fanno comodo ai ricchi.

Sono diminuite le emissioni in Europa. Ma non perché ha funzionato il piano decennale 2020 che conteggiava all’unità i posti di lavoro vecchi e sporchi da chiudere e quelli nuovi e puliti da aprire. La realtà ci dice che l’occupazione in Europa ristagna e in Italia peggio, come i salari. Più che produrre pulito si è spostato lo sporco. Ciò che avvantaggia l’Europa è che il suo modello sociale, costruito con il concorso del movimento operaio nel dopoguerra e ripudiato dall’Europa reale delle borghesie anticomuniste della UE, aveva consentito, grazie molto al pubblico, modelli produttivi e organizzazione socIsle meno strutturalmente impattanti. Più servizi pubblici, alloggi e trasporti collettivi, più regole nella produzione. Ma se ora, ancora Draghi e il suo centrosinistradestra, prevede un esproprio dei servizi pubblici ai danni dei comuni per darli al mercato e ai privati e in tutto il mondo i servizi privati non garantiscono e lasciano spazio a metodi di vivere più inquinanti che messaggio mandano il banchiere e i suoi sottoposti a Cop? Pessimo.

Ma qui stiamo al problema vero. Kyoto era un compromesso tra tagli obbligatori e indicati nominalmente e meccanismi flessibili di mercato. Dietro, l’ideologia dello sviluppo sostenibile, cioè un capitalismo curato con i suoi stessi meccanismi. La globalizzazione ha viaggiato molto più veloce. Problemi come il pro capite o il recupero del pregresso si sono aggravati. È nato per questo il movimento per la giustizia climatica. Ma globalizzazione e finanziarizzazione metastano molto velocemente. A Parigi ci si dà un obiettivo generale di contenimento ma lo si affida a scelte volontarie. Ma cosa si può fare di volontario mentre i meccanismi di sistema procedono per ragioni proprie e le metastasi si moltiplicano? Si pensi che uno dei punti chiave del sistema Kyoto era il trasferimento di tecnologie per favorire uno sviluppo diverso dei Paesi “arretrati”. Ebbene il sistema oltre alle delocalizzazioni ha prodotto un’appropriazione senza precedenti di conoscenza e addirittura di natura attraverso brevetti e quotazione in borsa. La bruttissima storia dei brevetti sui vaccini ce lo ricorda ogni momento, ed è storia che scava nuovi solchi.

Col capitalismo l’omeopatia non funziona. Bisogna estirpare.

P.S.

Transform sta lavorando con altri a quella che abbiamo chiamato un’“Altra agenda”. Che poi è la capacità di recuperare il controllo della conoscenza e di avere un nostro punto di vista. Lavoro teorico ma che guarda anche al giorno per giorno. Faccio due esempi di attualità. Spiagge e divieto di manifestare.

Il problema delle spiagge non è chi ci fa i soldi sopra applicando una pessima direttiva come la Bolkenstein che mette a mercato i servizi. Le spiagge devono essere un bene demaniale comune libero per l’accesso e dai profittatori e salvaguardato. È ora di smetterla di aiutare alcuni profittatori contro altri.

Ma non viene in mente che si usa lo stesso criterio e la stessa direttiva delle spiagge per privatizzare l’acqua e i servizi?

Il governo poi non fa una legge per il vaccino obbligatorio come sarebbe costituzionale e dunque con maggiori garanzie su tutta la lotta alla pandemia. Ma si usano i cortei no vax per impedire a tutti di manifestare, che è invece diritto costituzionale. Proviamo a pensare diverso…

 

Roberto Musacchio

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Andrà tutto bene se poi facciamo il socialismo
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