articoli

Historia magistra vitae

di Roberto
Musacchio

“La storia in verità è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità.”

Questa è la frase completa che Cicerone ci consegna e che meriterebbe di essere messa nelle testate dei mass media e nelle teste dei dominanti.

Le persone “normali” sembrano avercela abbastanza piantata come programma di vita, per dirla con Engels.

Il vizio assurdo, la guerra, che è poi anche un suicidio, sembra aver invaso l’operare di chi può, purtroppo, portarci al disastro. A dire che la democrazia di cui alcuni degli invasati ammantano la loro azione folle, è ben lungi dall’essere reale. Non abbiamo né folle manzoniane in caccia di untori né una psicopatologia di massa con istinti di morte fascista. Abbiamo, a vedere i sondaggi e a sentire le persone per strada, una parte della specie umana, quella dominata, che è in sintonia antropologica con la lezione delle guerre mondiali. La parte dei dominanti invece sta alla scimmia di Kubrick che scopre di poter uccidere con l’osso di un proprio simile morto.

La Storia mai come oggi fa parte di quella responsabilità di specie che chissà come e perché è stata consegnata a quella umana. L’etica del discorso è come chiama Habermas l’esercizio di un’antropologia matura che ha imparato le proprie responsabilità. In particolare la lezione dei secoli e cioè che se vuoi la pace non devi, come si pensava un tempo ma forse sempre i potenti, preparare la guerra ma fare l’esatto contrario, evitare la guerra preparando la pace. Non a caso è contro questa lezione che i dominanti sono scatenati, la negano, l’abiurano.

Siamo ormai al punto che si può leggere da “uomini politici” che saranno i venti a salvarci dai fumi nucleari.

Purtroppo non c’è da ridere ma da piangere e tremare.

La seconda guerra mondiale continuava i disastri della prima con il di più dell’irrompere dello sterminio di massa dei lager e del nucleare. Il conflitto tra “democrazia e socialismo” aveva lasciato agire il nazifascismo, poi nemico comune. Ma subito viene riproposto a rendere più difficile quella volontà di pace e di governo Mondiale affermata dopo l’Olocausto.

Colpa del socialismo disse il capitalismo. E “vinse” la guerra fredda. Ma dopo 33 anni, con in mano il Mondo grazie alla globalizzazione, questo capitalismo vincitore ci riconsegna il rischio totale. Preceduto da una lunga guerra mondiale a puntate, come dice il Papa. Militare, economica e sociale, come disse il movimento alterglobalista e pacifista.

Su Transform abbiamo parlato non a caso della guerra dei trent’anni che aveva avuto sull’Europa gli effetti contrari ai 44 seguiti alla seconda mondiale. Divaricazioni demografiche enormi, con Paesi svuotati e angosciati. A seguito di crescenti differenze di condizioni di vita che colpivano anche per età e genere. Ricchi sempre più lontani dai poveri. Così come i dominanti dai dominati. Una realtà che purtroppo appartiene al Mondo intero. E intanto il cambiamento climatico e le pandemie rendono sempre più evidente che la responsabilità di specie, la sopravvivenza di specie, chiedono un governo mondiale democratico. Perché i dominanti, come i dinosauri, non avvertono il rischio di estinzione. Come i dinosauri dal piccolo cervello anche se imbevuto di miliardi di dati ripropongono i riti più antichi che già tanti danni hanno fatto nella Storia. I suprematismi e gli specismi, vuoi di etnia vuoi di classe. Il linguaggio dei dominanti, tutti, in questa guerra è come quello dei dinosauri o delle scimmie di Kubrick. Sono suoni non discorsi. Chiamate all’ubbidienza di branco degli Alfa che guidano l’estinzione.

La Storia, e la responsabilità di specie o almeno l’istinto di sopravvivenza dei dominati, possono però fermare l’asteroide. L’etica del discorso chiama alla diserzione ed all’ammutinamento per ricostruire una conversazione democratica globale.

Cosa serve a noi specie umana? Governare il Mondo insieme, democraticamente, ecologicamente e con giustizia. Ciò che impedisce ciò va dichiarato nudo. Sono nudi il capitalismo, l’estrattivismo, il suprematismo tecnologico o pseudo etico, il patriarcato, i nazionalismi. Sono nude le organizzazioni militari, come la NATO che sono espressione del branco in mano al maschio Alfa. Vanno sciolte e proibite. Storia e responsabilità di specie chiamano anche a tabù condivisi. La guerra è quello su cui costruire il Mondo nuovo oppure estinguersi.

di Roberto Musacchio

Processati e assolti i volontari di Baobab Experience
La desertificazione territoriale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Menu