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Ex Jugoslavia, la guerra continua

di Roberto
Musacchio

Le bombe sganciate per dissolvere l’ex Jugoslavia, e il Mondo come era prima dell’89, continuano ad esplodere.

La tensione tra Kosovo e Serbia è di nuovo altissima. E subito entra in campo la NATO e, questa volta, anche la Russia. Il copione è sempre lo stesso. Il governo di Pristina cancella diritti della minoranza serba e la Serbia minaccia interventi militari. A cui replicano NATO e Russia.

Quando si dissolse la Jugoslavia, sulle cui difficoltà soffiarono gli interessi “europei”, venne meno non solo un pezzo di quello che era il “mondo socialista” ma una esperienza di multinazionalismo federale che per altro aveva cercato una propria strada rispetto allo stalinismo ed ai blocchi contribuendo alla esperienza assai importante e preveggente dei “non allineati”. Che una Europa che si pensava federale e capace di vita propria invece che guardare alla Jugoslavia come esperienza preziosa per un futuro diverso abbia invece attivamente contribuito alla sua dissoluzione la dice lunga su come la UE che si andava formando si sia mossa secondo logiche che in termini antichi ma purtroppo ancora attuali si possono definire sub imperialistici. Responsabilità grandi ha la Germania che, a partire dal primo riconoscimento di indipendenza, quello della Slovenia, si è mossa con biechi interessi di allargamento economico utili a finanziare la riunificazione ottenuta e il ruolo di leadership conquistato sui surplus esportativi. Ruolo simile a quello agito sulle aree dell’ex patto di Varsavia entrate nell’influenza mista di NATO e UE tedesca. Tutti questi processi, molti dei quali segnati da conflitti, hanno sostituito il conflitto ideologico con nuovi nazionalismi mascherati come adesione ai “valori occidentali” in realtà ad una sorta di suprematismo veicolato dalle classi dirigenti secondo le vecchie pratiche coloniali ben conosciute dal Vecchio (e sanguinario) Continente. Il tutto reso più complesso dalla concorrenza con l’imperialismo USA. Ed ora dal riemergere dei nazionalismi russo e turco. Una gestione, quella del dopo ’89, assolutamente scellerata. Da parlamentare europeo ho seguito come membro della delegazione dei rapporti con i Balcani, le tragedie di quell’area. Con tutte le responsabilità, i doppi regimi, le vere e proprie colpe della UE. Mi trovai di fronte all’incredibile fenomeno dei “cancellati”, migliaia di cittadini già jugoslavi residenti in Slovenia cancellati letteralmente da una Costituzione viziata di etnicismo che veniva adottata dalla Slovenia addirittura mentre entrava in una UE più interessata a imporre il liberismo e a guadagnare aree di influenza che a fare rispettare i famosi valori. Ho seguito i processi di pacificazione e quelli di ingresso toccando con mano i doppi regimi usati, i doppi standard, le ambiguità. Così come accaduto nelle varie fasi con l’ingresso dellaTurchia. L’idea era che tanto aveva vinto la globalizzazione e il grande mercato si faceva società totale. Una idea vera, basta guardare come tutti i dominanti continuino ad arricchirsi con crisi e guerre, ma sciagurata. Che porta alla terza guerra mondiale in corso. Dopo l’Ucraina ora di nuovo il Kosovo, cui furono applicati criteri opposti a quelli del Donbass. Ma anche la Moldavia ribolle, per le stesse ragioni ormai orwelliane.. Un grande vulcano nel cuore dell’Europa che può farci fare la fine di Pompei. Un Mondo antico seppellito dalle ceneri. Ma Pompei era innocente, questa Europa no.

Roberto Musacchio

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