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Ed ecco firmata la riforma del MES

di Paola
Boffo

È stato sottoscritto oggi a Bruxelles dai membri del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES/ESM), rappresentati dai loro ambasciatori presso l’UE, l’accordo che modifica il trattato istitutivo, e l’accordo che emenda il trattato per il trasferimento e la mutualizzazione dei contributi al Fondo di risoluzione unico, fornendo una base giuridica per una serie di nuovi compiti assegnati al MES. Il Trattato riformato entrerà in vigore una volta ratificato dai parlamenti di tutti i 19 membri del MES.

La riforma del MES, spiegata dallo stesso organismo qui, è stata inizialmente approvata dai capi di Stato o di governo dei paesi dell’area dell’euro al vertice euro del 14 dicembre 2018 come parte di un pacchetto di misure per rafforzare l’Unione economica e monetaria (UEM) e per ampliare il mandato del MES. Da ultimo l’accordo politico sul completamento del processo di riforma del trattato è stato raggiunto dai ministri delle finanze dell’Eurogruppo il 30 novembre 2020.

Sulla riforma del MES abbiamo scritto molto su trasform!italia, e nell’ultimo articolo del 18 novembre scorso abbiamo ripercorso le vicende del Meccanismo e il dibattito politico ed economico sulla questione, soprattutto alla luce dell’emergenza Covid-19.

Il trattato riformato arriverà in Parlamento per la ratifica: nelle ultime dichiarazioni al riguardo del Presidente del Consiglio si richiamava la necessità di mantenere la “logica di pacchetto” prevista anche nelle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre 2019, e quindi di procedere alla riforma quando sarebbe stato approvato anche un sistema di assicurazione comune dei depositi (EDIS), che invece non è contemplato nell’accordo sottoscritto oggi.

Qui di seguito la nostra traduzione della Dichiarazione del presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, sulla firma del trattato MES e degli accordi di modifica del Fondo di risoluzione unico:

Oggi segniamo un’importante pietra miliare nell’ulteriore sviluppo dell’Unione economica e monetaria, che rafforzerà le capacità di prevenzione e risoluzione delle crisi dell’area dell’euro, nonché l’Unione bancaria. Dimostriamo anche la nostra unità di intenti per realizzare progressi su questioni importanti a beneficio di tutti i nostri cittadini.

I rappresentanti degli Stati membri hanno firmato gli accordi di modifica al trattato sul meccanismo europeo di stabilità e all’accordo intergovernativo sul Fondo di risoluzione unico. Questa firma avvia le procedure di ratifica negli Stati membri, in conformità con i loro requisiti costituzionali nazionali.

Il 30 novembre 2020 l’Eurogruppo ha raggiunto un accordo politico in relazione al pacchetto di riforma del MES. L’accordo renderà il MES più efficace e flessibile. Ciò include l’accordo che fornisce un sostegno comune al Fondo di risoluzione unico mediante una linea di credito a partire dall’inizio del 2022, due anni prima del previsto. La decisione presa dall’Eurogruppo in merito all’introduzione anticipata del backstop riconosce i notevoli sforzi compiuti dal settore bancario europeo, dalle autorità di vigilanza e dagli Stati membri per migliorare significativamente tutti gli indicatori di riduzione del rischio negli ultimi anni.

Il sostegno comune contribuirà a garantire che un fallimento bancario non danneggi l’economia più ampia o provochi instabilità finanziaria. Sarà finanziato dai contributi del settore bancario e non dal denaro dei contribuenti, riducendo così il legame tra banche e sovrani nell’Unione bancaria.

La riforma del Trattato MES amplierà il mandato del MES con nuovi compiti e responsabilità: sarà dotato di una linea di credito precauzionale più accessibile e avrà un ruolo più forte nei programmi di assistenza finanziaria e prevenzione delle crisi. Insieme alla rapida introduzione del sostegno comune, ciò contribuirà a garantire che l’area dell’euro sia in grado di affrontare le sfide qualora si presentassero.

Attendo con impazienza il completamento delle procedure nazionali di ratifica per consentire l’entrata in vigore di entrambi gli accordi a partire dal prossimo anno.

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