Democrazia, lavoro, pensioni

di Roberto
Musacchio

Sarebbe ora di dirsi la verità.

La situazione del Paese è pessima e solo la forza di cittadine e cittadini lo tiene in piedi.Quelli che tengono aperte scuole e che curano nonostante istruzione e sanità siano ben lontane dall’essere state risanate dopo 30 anni di tagli scellerati.

Quelli che vanno a lavorare mentre l’incertezza del lavoro e sul lavoro cresce.

Quelli che devono arrivare a fine mese e il lavoro non ce l’hanno e nessuno glielo propone.

I dati dell’occupazione sono terribili e solo in Italia si può ascoltare una Confindustria che continua a chiedere per sé.

Si leggesse, Bonomi, i dati occupazionali in un Paese in cui il lavoro è stato delegato alle imprese.

Un tasso occupazionale tra i più bassi d’Europa, ben sotto il 60%.

Sud, giovani e donne addirittura, e di molto, sotto questo livello.

Il più alto livello di scoraggiati d’Europa, che non studiano e non cercano lavoro.

Percentuali altissime, e combinate, di lavoro precario e nero.

Rispetto alla crisi del 2008, eravamo ancora sotto nelle ore lavorate nel 2018, con una quantità enormemente cresciuta di ore da lavoro precario. E poi è arrivato il covid e le ore perse sono diventate miliardi.

E però abbiamo la metà del lavoro pubblico della Svezia, addirittura tre punti sotto la media europea, il più anziano e tra i peggio pagati.

Come tra i peggio pagati sono i lavoratori privati.

Sui lavoratori grava il peso del prelievo fiscale che sta al 44% e cioè sopra la media europea e sopra la Germania. Con il record di evasione. Chi deve pagare paga troppo e troppi evadono.

Le pensioni vedono l’età di uscita tra le più alte d’Europa, i contributi a cui si riesce ad accedere tra i più bassi, i rendimenti tra i più scarsi e ancora peggio le minime. I lavoratori pagano anche l’assistenza. La fiscalità generale, a differenza che in Europa, non mette una lira In compenso una pensione lorda di 1.500 euro in Italia paga 600 euro di tasse, in Germania 60.

C’è poi la rappresentanza che è diventata la più striminzita d’Europa, a livelli ungheresi.

In compenso siamo al record di dpcm e ordinanze e non solo per il covid ma anche per prorogare, in deroga, i vertici dei servizi segreti mentre le discoteche restavano aperte.

Di fatto ormai la politica è tra presidenti del consiglio, delle regioni e Confindustria.

E che si fa in questo Paese? Si mettono sotto attacco quota 100 e reddito di cittadinanza.

Mentre stanno scadendo le casse integrazioni e sbloccandosi i licenziamenti. E il porto di Trieste lo comprano i tedeschi e l’acciaio forse i cinesi.

Chi dirige questo Paese ormai non lo riconosco più e ci sto male. Ma, come si dice, è il mio Paese e io non mi arrendo.

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