Buona giornata mondiale dell’acqua 2020

di Emilio Molinari –

Domani (22 marzo, N.d.R.) è la giornata mondiale dell’acqua e il mondo è sconvolto da una tragedia globale.

20 anni fa cominciammo a
parlare di acqua e denunciarne la crisi mondiale, il suo esaurimento,
l’inquinamento devastante e l’altrettanto devastante siccità per effetto dei
mutamenti climatici.

Abbiamo parlato di 1 persona su 3 che non ha accesso ad acqua
sicura e di 1 su 9 privo di servizi igienici
, di 1000 bambini che
muoino ogni giorno per l’acqua infetta, di 2,5 milioni che muoiono ogni anno
per questo.

L’acqua è nell’indifferenza
globale in testa alla macraba graduatoria dei decessi.

Una guerra, una pandemia,
oggi usiamo questi termini: la guerra e la pandemia dell’acqua, una realtà da
decenni

Denunciammo la criminale
selezione tra gli esseri umani che avrebbe comportato la privatizzazione
dell’acqua e nel 2011 promuovemmo un referendum per fermarla con 27 milioni di
voti.

E la gente normale, di
sinistra e di destra, capì.

Nove anni dal referendum nei
quali la cultura della privatizzazione ha devastato la democrazia e tutto ciò
che è pubblico, creando ciò che De Rita ( Censis) ha definito: La dittatura
dell’io.

Le istituzioni
internazionali, le multinazionali, la grande politica e i media asserviti,
hanno imposto le privatizzazioni al mondo e l’hanno condotto nella rovinosa
situazione di oggi, che il coronavirus ci sbatte in faccia.

Nel nostro paese la sanità
pubblica è stata devastata e la rete idrica, gran parte privatizzata, perde il
60% dell’acqua. Sulla rete autostradale crollano ponti e gallerie.

Il virus, così ci dicono, è
uscito da una foresta cinese con un pipistrello venduto al mercato, domani
potrebbe uscire da qualche altra foresta violentata in un altro paese, da
qualche altro animale o da un allevamento intensivo vicino a casa nostra.

Non può tornare tutto come
prima.

Milano, “vicino all’Europa..
Milano che ride e si diverte” come cantava Lucio Dalla e che piace tanto ai
milanesi di sinistra… che fa?

Il cementato cresce al ritmo
del 15% all’anno e bruciano i rifiuti tossici come a Napoli.

E la Lombardia del
coronavirus?

Già. La Lombardia, accumula primati: prima in Europa per l’inquinamento dell’aria e i decessi che ne derivano, prima per il disastro ambientale dell’area dei fiumi Seveso,
Lambro e Olona, prima per decessi da coronavirus.

La Lombardia con il Po che a
febbraio era già in secca come nell’agosto del 2019 e rischia di mettere in
ginocchio il paese quanto il virus, il lago di Como e di Garda con il 25% in
meno di acqua.

La Lombardia con i fiumi, ci
dice ISPRA, con la presenza di 26 tipi di veleni e le falde con il glifosato.
Che fa?

Il PIANETA ci dice che il tempo è scaduto e “il paradigma del XXI secolo è Salvare il Mondo” e questa dimensione avrebbe dovuto cambiare tutto il modo di fare
politica e dar vita a movimenti.

Odio citarmi, ma così
scrivemmo io e Claudio Jampaglia nel 2010 in un libro dal titolo “Salvare
l’Acqua”. 

Il virus, troppo pochi lo
dicono, ha lo stesso segno della crisi idrica, dei mutamenti climatici, del
vento che abbatte milioni di alberi in Veneto/ Trentino, degli incendi che
bruciano l’Amazzonia, la Siberia, l’Australia.

E’ figlio dell’aria inquinata che uccide ogni anno 20 milioni di persone nel mondo, e più l’aria è inquinata, come in Lombardia, e più l’aggressività del virus sembra manifestarsi. E’ figlio della globalizzazione delle piattaforme produttive… Un pezzo in Cina l’altro in India ecc

E’ il sistema che non regge
più oggi. In tanti vedono che tutto è interconnesso, che la tua salute dipende
dalla salute degli altri.

Siamo in braghe di tela per i
tagli alla spesa pubblica, per le privatizzazioni sanitarie, per i brevetti sui
farmaci e i costi imposti dalle multinazionali: né più né meno come per l’acqua
potabile, per la siccità, il clima e il dissesto ambientale. Cambiare tutto.

Prevenire le emergenze
epocali, rilanciare il valore del pubblico, credo sia un primo obbiettivo.

C’è bisogno di politica
universale, non solo di competenze. Ma credo che la politica odierna non sia in
grado di assolvere tale compito.

Dovremmo metterci insieme:
associazioni, sindacati, movimenti cuturali, sociali di uomini donne e generi
diversi, in un rete, come in un nuovo Forum Sociale Mondiale non per fare la
sommatoria dei contenuti congeniali ad ognuno. Ma per decidere, pochi
obbiettivi, fondamentali: I DIRITTI ALLA VITA.

Un Forum che non si limiti a
noiosi incontri di esperienze, ma promuova alcune campagne mondiali,
trasversali nei contenuti, da articolare nelle realtà territoriali: sulla
Sanità pubblica, sull’acqua pubblica per riparare e costruire nuove reti, sulla
scuola, la ricerca, i farmaci e i brevetti. Da perseguire tutti assieme, in
tutti i paesi, con lo stesso linguaggio che parla per UNIRE L’UMANITA’. Un
Forum che non si pavoneggia in estremismi elitari che escludono.

L’acqua è stato l’unico movimento che ha parlato il linguaggio del XXI secolo, ha anticipato l’enciclica Laudato Sì e il messaggio di Greta Thumberg… Il suo modello può interpretare ciò che di solidale si agita nella gente in questi giorni… in tutto il mondo.

Buona giornata mondiale
dell’acqua