Aggiornamenti dall’Europa/1

“Rispondendo all’invito formulato dai leader dell’UE nel Consiglio europeo dello scorso 28 giugno, la Commissione approfondisce il concetto dei centri controllati e le misure a breve termine che potrebbero essere prese per migliorare la gestione dei migranti sbarcati nell’Unione e presenta un primo schema del possibile modus operandi per la conclusione di intese regionali sugli sbarchi coi paesi terzi. L’operatività delle intese regionali sugli sbarchi va vista come attività parallela e complementare allo sviluppo dei centri controllati nell’UE: insieme, i due concetti dovrebbero concorrere a concretare una condivisione autentica della responsabilità a livello regionale nella risposta alle sfide complesse poste dalla migrazione.
L’obiettivo primario sarebbe migliorare il processo di distinzione tra le persone bisognose di protezione internazionale e i migranti irregolari che non hanno diritto di restare nell’UE, accelerando al contempo i rimpatri.
I centri sarebbero gestiti dallo Stato membro ospitante con il pieno sostegno dell’UE e delle agenzie dell’UE; potrebbero essere temporanei o ad hoc, a seconda dell’ubicazione. L’UE garantirebbe il “pieno sostegno finanziario” agli Stati membri volontari per la copertura dei costi delle infrastrutture e i costi operativi e sostegno finanziario agli Stati membri che accettano i trasferimenti delle persone sbarcate (6.000 euro per persona).
Per ridurre le morti in mare e assicurare ordine e prevedibilità negli sbarchi, la Commissione ritiene che tutti gli Stati costieri del Mediterraneo dovrebbero istituire zone di ricerca e soccorso (SAR) e centri di coordinamento del soccorso in mare (MRCC). Anche questo godrebbe del sostegno finanziario e logistico dell’UE, così come la gestione delle frontiere, tramite apparecchiature, formazione ed altre forme di assistenza.
Le proposte europee sono espresse da documenti informali (non-paper) e non da proposte di atto legislativo. Si tratta di misure provvisorie, in attesa di una riforma del regolamento di Dublino sull’asilo, su cui da oltre due anni gli Stati UE non trovano l’intesa. I centri sarebbero interamente finanziati da Bruxelles, con un massiccio sostegno di personale UE che svolgerebbe una prima registrazione e identificazione  per distinguere i migranti economici da quelli bisognosi di tutela. Solo questi ultimi (e dunque non tutti, come avrebbe voluto l’Italia) sarebbero poi ridistribuiti in Paesi UE disponibili, che sarebbero percepirebbero i 6.000 euro a migrante,  destinati non già al Paese che ospita il centro controllato, già interamente finanziato, bensì a un altro Paese UE che sia disponibile. Lo stesso pagamento è già previsto nel programma appena concluso di ridistribuzione di richiedenti asilo da Italia e Grecia.”
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