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L’Africa. Anche dall’acqua nascono i suoi mille problemi

di  
Franco Vespignani e Mariano Ferrazzano

L’acqua: qualcuno l’ha definita il petrolio del domani. Ma al contrario di quanto probabilmente accadrà col petrolio che sarà sostituito da altre fonti di energia quando si esaurirà, l’acqua resterà elemento insostituibile e vitale per l’uomo tanto che le Nazioni Unite hanno sancito la giornata mondiale dell’acqua nel 1992 inserendo l’accesso all’acqua potabile e pulita come diritto umano inalienabile.

Purtroppo di tutta l’acqua dolce presente sulla Terra si stima che solo una piccolissima parte sia potabile, circa il 2,5% e di questa la quasi totalità racchiusa nei ghiacciai o in profondità nelle falde acquifere. Sprechi, cambiamenti climatici, inquinamento, crescita incontrollata della popolazione e una distribuzione estremamente disomogenea delle risorse idriche tutto sembra però contribuire a far precipitare il nostro Pianeta verso crisi e tensioni crescenti fra i popoli e gli Stati determinate da carenze crescenti di questo preziosissimo elemento. Già oggi si stima che circa 200 siano i conflitti in atto discendenti dalla scarsità di acqua.

Occorre quindi intervenire per tempo per attuare una gestione dell’acqua che, come ha richiamato lo stesso Papa Francesco, “nessuno venga lasciato indietro”.

In questo riquadro sono stati sintetizzati i tanti fenomeni e le problematiche che accompagnano la disponibilità e l’utilizzo dell’acqua, compreso quello speculativo del Water grabbing.

Partendo da questo complessivo scenario, nella presente breve analisi, che non vuole avere la presunzione di essere completa né avere la pretesa di dare risposte esaustive, anche per la difficoltà di reperire dati omogenei sia dal punto di vista temporale che di suddivisione geografica, si cercherà di portare lo sguardo all’interno del Continente africano caratterizzato da situazioni estreme di scarsità d’acqua e siccità, crescita esponenziale della popolazione, zone di urbanizzazione incontrollata con presenza di megalopoli e condizioni socio-sanitarie-economiche critiche.

L’Africa si presenta con una forte carenza di risorse idriche come evidenziato dalla Tabella 1. La reale situazione, però, va vista analizzando i dati disaggregati per zone geografiche. Infatti i suoi già ridotti dati complessivi sono oltretutto influenzati dagli elevati valori dell’Africa centrale che presenta un territorio ricchissimo di foreste, fiumi e grandi laghi, quindi, ricchissimo di acqua.

Un altro fattore da tenere in grande considerazione è quello della presenza umana. Questa presenza incide pesantemente nei valori dell’Asia in cui il rapporto tra risorse idriche e numerosità della popolazione presente è decisivo nel ridimensionare la disponibilità pro-capite.

I dati ci dicono che sebbene l’Asia, specie Meridionale e Orientale, abbia abbondanti risorse idriche, circa il 28% di acqua rinnovabile nel mondo, la numerosità della sua popolazione, circa il 60% di tutti gli abitanti del Pianeta, ne riduce la disponibilità pro capite in modo rilevante.

In Africa la situazione è diversa seppur tendenzialmente simile. A fronte di scarse risorse idriche (circa il 9 % di quelle mondiali) corrisponde una presenza umana di circa il 16% rispetto a quella mondiale.

Poca acqua, o meglio limitata possibilità di accesso e di disponibilità di fruizione della stessa, vuol dire ridotte capacità di produrre cibo e di sviluppare industrie, povertà diffusa, alti tassi di denutrizione e scarse condizioni igieniche quindi alta mortalità specie infantile, e ridotta speranza di vita.

I Grafici 2 e 3 e la Tabella 2 danno qualche indicazione complessiva su alcuni dei fenomeni su menzionati.

Il Grafico 1 mostra con grande evidenza che i Tassi di denutrizione della popolazione africana superano nettamente quelli di tutti gli altri Continenti. Un quinto della popolazione, con punte del 30%, soffre di denutrizione a fronte del 2,5% del Nord America e dell’Europa e del 10,8% complessivo della Terra.

 

La denutrizione del resto ha grande rilevanza nel determinare i valori riportati nel Grafico 2 riguardante i bambini morti nei primi 5 anni di vita per 1000 nati vivi. In questo caso il dato disponibile suddivide l’Africa in due ampie zone. Di queste la seconda, l’Africa subsahariana presenta un dato nettamente superiore (76) a tutti gli altri (44 è il secondo dell’Asia meridionale e 39 quello complessivo del Pianeta). Pur se in 17 anni la situazione sia migliorata permangono ancora grandi distanze fra i vari continenti (5 e 7 i dati rispettivamente dell’Europa e del Nord America).

Un possibile indicatore delle criticità sanitarie presenti in modo difforme sulla Terra è mostrato dalla Tabella 2 in cui si descrive l’impatto di una grave malattia quale il Colera a livello continentale. L’Europa e l’Oceania lo hanno debellato, mentre l’Africa pur non avendo l’incidenza di questa malattia sulla popolazione più elevata (0,017 contro lo 0,024 dell’Asia) presenta un Tasso di letalità di gran lunga più alto rispetto agli altri (1,79 contro lo 0,22 dell’Asia e l’1,18 delle Americhe considerate complessivamente).

A questo punto spingiamo l’analisi all’interno del Continente africano mettendo a confronto per tutti i suoi 54 Stati una serie di indicatori socio-economici con le risorse idriche presenti (Tabelle 3, 4 e 5), comparandoli successivamente con 8 Stati fra i più industrializzati al mondo (Tabella 6).

Bisogna qui premettere che l’Indice di povertà non è un indicatore la cui definizione e metodologia di calcolo risulta completamente condivisa specie nel Paesi occidentali, mentre risulta più omogenea all’interno del Continente africano.

La prima cosa che salta agli occhi è il fatto che ben 23 dei 51 Stati (circa il 45%) di cui si possiedono i dati, non hanno problemi apparenti di scarsità d’acqua mentre questo fenomeno riguarda in modo più accentuato 13 Stati concentrati soprattutto nell’Africa del Nord (5 su 5) e Orientale (4 su 9).

L’altro elemento che emerge è che i diversi indicatori analizzati non sembrano delineare una situazione univoca di riferimento, ma descrivono realtà territoriali spesso differenti anche se nel complesso la tipologia di problematiche risulta comune con situazioni fortemente sfavorevoli rispetto a quelle che si ritrovano negli 8 Stati più industrializzati della Tabella 6.

I Paesi dell’Africa del Nord soffrono tutti di penuria idrica. La Libia con 109,8 m3 annui pro-capite e l’Algeria con 282,4 sono le Nazioni con i valori più bassi in assoluto del Continente. Con l’eccezione della Libia, gli Stati dell’Africa del Nord presentano alti Accessi all’acqua potabile, PIL pro-capite, Ricchezza per adulto, Speranza di vita abbastanza elevati e una Mortalità di vita al disotto dei 5 anni e un Indice di povertà contenuti, ovviamente nel confronto con tutti gli altri Stati africani. Spicca fra tutti l’elevatissimo valore del Tasso di inquinamento dell’Egitto (79,3), il più alto in assoluto.

Anche i Paesi dell’Africa orientale presentano grossi problemi di risorse idriche accoppiate anche quasi sempre a bassi valori di accesso all’acqua potabile col minimo che si riscontra in Somalia dove meno di un terzo della popolazione ha questa vitale possibilità. Forse non è un caso che sempre in Somalia si riscontra il più basso PIL pro-capite e la Mortalità infantile al di sotto dei 5 anni più alta tra tutti (127,2 morti per 1000 nati vivi) e una Speranza di vita tra le più basse con un valore poco sopra i 53 anni. La Somalia, quindi, Paese martoriato da guerre intestine, terrorismo, instabilità politica, carestie è probabilmente il Paese africano in più grave sofferenza in cui i diritti umani raramente vengono rispettati.

L’Africa occidentale che annovera 19 Stati ha ben 12 Stati senza apparenti problemi di approvvigionamento idrico ed 1 solo (Burkina Faso) con penuria d’acqua. Sono presenti però forti differenze tra i 19 Stati. Infatti al massimo PIL pro-capite della Guinea equatoriale (10.453 €), ricchissima di petrolio, corrispondono 477 € del Niger e all’elevatissima (relativamente parlando) Ricchezza per adulto del Gabon (15.113 $) corrispondono 693 $ della Sierra Leone, quest’ultima con un Tasso di povertà superiore al 70% e la più alta Spesa per la salute sul PIL (18,3%) che però non impedisce un’altissima Mortalità infantile (110,5).

Mortalità peraltro ancora più accentuata in Ciad (123,2) e superiore alla soglia di 100 in Mali (106,0) e Nigeria (100,2). In questa area, inoltre, vi è la Nigeria con un Indice di povertà del 70% e vi sono 2 Stati (Niger e Camerun) con valori dei Tassi di inquinamento fra i più alti del Continente (70,8 e 65,3 rispettivamente). Solo il Niger, fra tutti gli Stati sopra menzionati, presenta una “Vulnerabilità idrica”. Gli altri, invece, hanno risorse idriche sufficienti.

Dei 5 Stati dell’Africa centrale i 3 più estesi non hanno problemi idrici mentre i 2 più piccoli per territorio ma numericamente popolosi, sono in situazione di “stress idrico” nonostante i loro territori non abbiano caratteristiche prevalentemente desertiche. Con l’eccezione della Repubblica del Congo, gli altri 4 Paesi sono generalmente molto poveri (con PIL pro-capite nettamente al di sotto dei 1.000 € annui), Indici di povertà al di sopra del 60% per tre Paesi su 4 e Mortalità infantile elevatissime (121,6 e 91,1) nella Repubblica centroafricana e nella Repubblica democratica del Congo in entrambi i casi abbinati a valori fra i più bassi di Speranza di vita (53,3 e 58,1).

L’Africa del Sud dal punto di vista idrico presenta 6 Stati con risorse sufficienti, di cui due con un Accesso all’acqua potabile di circa il 50% della popolazione, e tre in situazione di “Penuria” o “Stress idrico”. Fra tutti il Mozambico presenta una situazione precaria in diversi indicatori (Pil pro-capite e Ricchezza per adulti far i più bassi del continente, una Speranza di vita di appena 54,1 anni, una Mortalità infantile superiore a 72,4 e un Indice di povertà di 46,1%. I tre Stati (Sudafrica, Namibia e Botswana) con i valori più elevati di Ricchezza per adulto hanno anche percentuali di Indice di povertà molto contenuti (rispettivamente 16,6, 28,7 e 19,3) Speranza di vita di circa 64 anni e Mortalità infantile compresa fra il 37,6 del Botswana e il 45 del Sudafrica.

L’ultima zona analizzata è quella dell’Africa insulare in cui al Madagascar (quarta Isola più grande al mondo) si affiancano 5 Stati costituiti da piccole Isole sperdute nell’Oceano Atlantico e Indiano. Il Madagascar per la sua morfologia ricchissima di fiumi è l’unica ad avere risorse idriche sufficienti, anche se poco sfruttate (51,5% della popolazione ha Accesso all’acqua potabile) al contrario di Capo Verde che ha una gravissima penuria d’acqua ma col 91,1% di Accesso all’acqua potabile. La grande vocazione turistica di Mauritius e Seychelles, isole peraltro con popolazioni contenute, trova riscontro nei dati del PIL pro-capite e della Ricchezza per adulto nettamente superiori a tutti i valori degli altri Stati africani. Speranze di vita superiori ai 75 anni, minimi valori di Mortalità infantile e per Mauritius la più bassa percentuale di povertà (8%) denotano la diversità in positivo di questi due Stati.

Se ora si prendono in considerazione alcuni indicatori delle 8 Nazioni fra le più industrializzate al mondo della Tabella 6 e li si confrontano con quelli degli Stati africani, spesso, tali raffronti evidenziano le enormi differenze esistenti anche se talune volte si presentano delle sorprese.

Dal punto di vista delle risorse idriche solo la Germania e la Gran Bretagna hanno problematicità ma con un Accesso all’acqua potabile del 100,0%. La Nazione che più si discosta dalle altre nei valori degli indicatori economico-sociali è la Russia, primo Paese al mondo per estensione e caratterizzata da sterminate pianure e altopiani spesso disabitati. La Russia infatti ha la più bassa Speranza di vita (71,3) inferiore anche a quella di ben 8 Paesi africani. Il PIL pro-capite è simile a quello dei 2 Stati africani più ricchi (Mauritius e Seychelles), ma con una Ricchezza per adulti di circa la metà. La mortalità infantile è la più elevata fra gli 8 Stati più industrializzati e con un Tasso di inquinamento inferiore solo a quello dell’Italia (13,7 rispetto a 15,3). Quest’ultima con la Speranza di vita (82,4) e Mortalità infantile (3,4) è seconda solo al Giappone (85,5 e 2,6 rispettivamente).

Questa breve e incompleta disamina sull’Africa ha sì confermato convinzioni radicate da sempre in noi tutti, ma forse ha anche evidenziato alcuni aspetti inattesi e ci ha fatto meglio percepire la grande complessità di questo Continente. 54 Stati, 54 realtà differenti non sempre legate alla carenza d’acqua ma quasi tutti con gravi problemi economici, sociali e sanitari.

Un’ultima riflessione è da farsi sull’impatto che la Pandemia avrà sui Paesi africani che, come abbiamo visto, sono nella maggioranza dei casi tra i più poveri del Pianeta e con condizioni igieniche molto critiche, con carenza di strutture sanitarie affidabili e attrezzate, ubicate spesso in zone caratterizzate da penuria di acqua. E’ stato calcolato dall’ENEA che, per far fronte al Covid 19 mediante il lavaggio frequente delle mani, il consumo di acqua in Italia è aumentato di circa il 50%. Risulta evidente che anche questo semplice gesto eseguito per prevenire il contagio non potrà essere effettuato laddove le risorse idriche non sono sufficienti neanche per i bisogni primari con tutte ciò che ne conseguirà in termini socio-demografici ed economici.

fonti e note:

TABELLA 3 – TABELLA 4 – TABELLA 5

FONTI: CIA World Factbook per la Popolazione – De Agostini Geografia per il PIL pro capite – Credit Suisse per la Ricchezza – CIA World Factbook per la Spesa per la salute sul PIL – CIA World Factbook per  la  Speranza di  vita  alla nascita – De  Agostini  Geografia  per la  Mortalità  infantile – CIA  World  Factbook per l’Indice di  Povertà – ONU (Agenzia  World  Health  Organization) per il Tasso di Inquinamento – De Agostini Geografia per l’Accesso all’acqua potabile – FAO, AQUASTAT e OMS per l’Acqua rinnovabile

NOTE: Ogni anno il  Rapporto sulla ricchezza  globale predisposto dal Credit  Suisse analizza la  ricchezza  familiare di 5,1 miliardi di persone in tutto il Mondo. La ricchezza delle famiglie è costituita dai beni finanziari (titoli, obbligazioni, contanti, fondi pensione) e dalle  proprietà (case, ecc.) posseduti. Il Rapporto  misura questi dati al netto dei debiti – La Mortalità  infantile indica il numero dei Decessi avvenuti entro i primi  5 anni di vita  ogni 1.000 nati  vivi – L’Indice di  Povertà indica la %  di Popolazione che vive sotto la soglia di povertà (La soglia di povertà varia da Paese a Paese) –

Il Tasso di Inquinamento indica la concentrazione %  nell’aria del Materiale MP2,5 – l’Accesso all’Acqua potabile indica la % della Popolazione che ha accesso a una fonte di acqua potabile nella propria abitazione o in luoghi immediatamente adiacenti – L’OMS definisce Penuria idrica quando la Risorsa di Acqua rinnovabile (m3/anno pro capite) è inferiore a 1.000, Stress idrico per valori compresi  tra 1.000 e 1.500 e Vulnerabilità idrica per valori compresi tra 1.500 e 2.500. Sufficienza idrica è una nostra definizione.

TABELLA 6
FONTI: CIA  World  Factbook per la Popolazione (ISTAT per l’Italia) – De Agostini Geografia per il PIL pro capite – Credit Suisse per la Ricchezza –  CIA World Factbook per la 
speranza di vita alla nascita – De  Agostini  Geografia per la  Mortalità   infantile – ONU (Agenzia  World  Health  Organization) per il Tasso di Inquinamento – De Agostini 
Geografia per l’Accesso all’acqua potabile – FAO, AQUASTAT e OMS per l’Acqua rinnovabile.

NOTE: Ogni anno il Rapporto sulla ricchezza  globale predisposto dal Credit Suisse analizza la ricchezza  familiare di 5,1 miliardi di persone in tutto il Mondo. La ricchezza 
delle famiglie è costituita dai beni finanziari (titoli, obbligazioni, contanti, fondi pensione) e dalle proprietà (case, ecc.) posseduti. Il Rapporto misura questi dati al netto dei debiti – La Mortalità   infantile indica il numero dei  Decessi  avvenuti entro i primi  5 anni  di vita ogni 1.000 nati vivi – L’Accesso all’acqua potabile indica la % della popolazione  che ha accesso a una  fonte di  acqua  potabile nella propria  abitazione o in luoghi  immediatamente  adiacenti – L’OMS definisce Penuria Idrica quando la risorsa  di  Acqua Rinnovabile (m3/anno pro capite) è inferiore a  1.000,  Stress idrico per valori compresi tra 1.000 e 1.500 e Vulnerabilità idrica per valori compresi tra 1.500 e 2.500. Sufficienza idrica è una nostra definizione.

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Maastricht, Caporetto della Sinistra
21 Luglio

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